
Indicare un cervo e chiamarlo cavallo
C’è un proverbio cinese che ha più di duemila anni e che non ha mai smesso di essere attuale. Anzi: più passa il tempo, più sembra scritto per oggi. Zhǐ
Il Confessionale è il luogo dell’approfondimento intimo e della verità senza filtri. In questa categoria raccogliamo riflessioni e saggi brevi che mettono a nudo le connessioni tra i grandi romanzi della collana Stanza101 e la cronaca attuale. Analizziamo i simboli del potere — dai teleschermi orwelliani agli algoritmi moderni — per offrire una prospettiva critica sulla libertà, l’identità e la resistenza. Se cerchi un’analisi clinica del presente attraverso la lente della narrativa distopica, sei nel posto giusto.

C’è un proverbio cinese che ha più di duemila anni e che non ha mai smesso di essere attuale. Anzi: più passa il tempo, più sembra scritto per oggi. Zhǐ

C’è una frase che Orwell fa dire a O’Brien nel momento in cui la maschera cade definitivamente, nel cuore nero di 1984: il potere non è un mezzo, il potere

Quando presento i libri della collana Stanza101™ alle fiere, ai festival, alle presentazioni, c’è una domanda che ritorna sempre. Una domanda che sembra innocua ma contiene tutto ciò che c’è

Nel meetup dei Moderatori Civici, tra quarantadue facce in miniatura su uno schermo, c’è qualcuno che fa le domande sbagliate. Si chiama Luca. Ha vent’anni. Studia giurisprudenza. Dice di voler

Ogni grande opera letteraria ha i suoi simboli. In 1984 è il fermacarte di vetro che Winston compra da Charrington—un oggetto inutile, bello, residuo di un mondo scomparso. In Moby

C’è una parola che appare verso la fine di Democrazia Low Cost, una parola che Marco Ferretti usa per descrivere sé stesso. Non “controllato”. Non “sorvegliato”. Non “prigioniero”. Trasparente. “Era

La Stanza 101, nel romanzo di Orwell, è il luogo dove ti aspetta la cosa che temi di più. Per Winston Smith erano i topi. Per altri potrebbe essere il

Il 26 gennaio, un lunedì, Marco segnala un altro essere umano. Non lo fa subito. Prima c’è il weekend. Sabato pomeriggio, mentre naviga senza meta, finisce su un forum sportivo.

C’è un momento in Democrazia Low Cost in cui il racconto esce dal mondo della pirateria digitale e delle multe automatiche per entrare in un territorio molto più familiare —

C’è una scena in Democrazia Low Cost che mi ha fatto chiudere il libro per qualche minuto. Non perché fosse violenta, o disturbante nel senso tradizionale. Perché era troppo familiare.