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Teleschermi che portiamo in tasca

Teleschermi che portiamo in tasca

Ricordate la prima descrizione del teleschermo in 1984? “Una placca di metallo oblunga — simile a uno specchio buio — infissa nella parete… Lo strumento — chiamato Teleschermo — poteva essere abbassato, ma non c’era modo di spegnerlo completamente.” Winston può ridurre il volume. Ma il teleschermo continua a trasmettere. E soprattutto, continua a ricevere. […]

Winston Smith scriveva ucronie (e noi lo paghiamo per farlo)

Winston Smith scriveva ucronie (e noi lo paghiamo per farlo)

Ho una confessione scomoda da fare. Ieri stavo sfogliando Ucronia: Cupertino di Gabriele Gobbo — un libro che amo, che abbiamo pubblicato, che consiglio a chiunque — quando mi è venuto un pensiero molesto. Uno di quelli che preferiresti non aver avuto. Il pensiero è questo: Winston Smith, il protagonista di 1984, faceva esattamente lo […]

Neolingua e linguaggio di marketing: stessa guerra, armi diverse

Neolingua e linguaggio di marketing: stessa guerra, armi diverse

“È una cosa bellissima, la distruzione delle parole.” Lo dice Syme, il filologo di 1984 che lavora al dizionario di Neolingua. È entusiasta del suo lavoro: eliminare parole, ridurre il vocabolario, rendere impossibili certi pensieri. Leggevo questa frase e pensavo alle parole che Apple ha eliminato dal nostro vocabolario tecnologico. Non con la forza, certo. […]

Il passato che non è mai stato: ucronia, nostalgia e il diritto di immaginare

Il passato che non è mai stato: ucronia, nostalgia e il diritto di immaginare

C’è un momento, sfogliando Ucronia: Cupertino, in cui il confine tra realtà e finzione si fa sottile come carta velina. Una foto sgranata di un prototipo mai esistito. Un volantino pubblicitario per un prodotto fantasma. Un documento interno Apple che sembra uscito da un archivio dimenticato. Sai che è falso. Lo dice chiaramente il libro: […]

La stanza sopra il negozio e il garage di Los Altos

La stanza sopra il negozio e il garage di Los Altos

Ci sono luoghi che diventano miti. In 1984, è la stanza sopra il negozio di Mr. Charrington. Un rifugio, un paradiso, uno spazio senza teleschermi dove Winston e Julia possono amarsi in libertà. Nella mitologia di Apple, è il garage al 2066 di Crist Drive, Los Altos. Il luogo dove tutto è iniziato. Dove Jobs […]

La Neolingua: quando le parole uccidono il pensiero

La Neolingua: quando le parole uccidono il pensiero

Nel mondo di 1984, il Partito sta creando una nuova lingua. Si chiama Neolingua (o Lingua Nova, nella traduzione che pubblichiamo). Il suo scopo non è permettere la comunicazione, ma impedirla. Rendere letteralmente impossibile pensare certi pensieri. È l’idea più terrificante del romanzo. Più dei teleschermi, più della tortura, più della Stanza 101. Perché le […]

2+2=5: la matematica del potere

2+2=5: la matematica del potere

C’è un momento nel romanzo che mi perseguita più di ogni altro. Non la tortura. Non la Stanza 101. Ma una semplice domanda: quanto fa due più due? Winston risponde: quattro. O’Brien dice: no. Fa cinque. Se il Partito lo dice, fa cinque. La verità oggettiva Per Winston, 2+2=4 è l’ultimo baluardo della realtà. È […]

Perché leggiamo distopie: il piacere oscuro di vedere il mondo andare a pezzi

Perché leggiamo distopie: il piacere oscuro di vedere il mondo andare a pezzi

C’è qualcosa di profondamente disturbante nel modo in cui divoriamo le distopie. Le cerchiamo, le compriamo, le guardiamo in streaming fino alle tre di notte. Eppure raccontano mondi orribili: sorveglianza totale, libertà cancellate, umanità ridotta a ingranaggio. Perché ci attraggono così tanto? La risposta più semplice è anche la più scomoda: perché le riconosciamo. Quando […]

O’Brien: il volto umano del potere assoluto

O'Brien: il volto umano del potere assoluto

Di tutti i personaggi di 1984, O’Brien è il più inquietante. Non perché sia malvagio — il male, in un certo senso, è banale — ma perché è intelligente. Perché capisce. Perché, in un altro mondo, avrebbe potuto essere un amico. Winston lo percepisce fin dal primo incontro. C’è qualcosa in O’Brien, nel modo in […]

Julia: l’amore come atto politico

Julia: l'amore come atto politico

La prima volta che Winston vede Julia, la odia. La odia perché è giovane, perché è bella, perché porta quella fascia scarlatta della Lega Giovanile Contro il Sesso. La odia perché rappresenta tutto ciò che il Partito vuole dalle donne: ortodossia, castità, delazione. Poi Julia gli passa un biglietto. “Ti amo.” E tutto cambia. La […]