BELLEZZA
/bel·léz·za/ (s.f.) Archeolingua: Qualità di ciò che suscita ammirazione attraverso l’armonia delle forme o la profondità del significato. I greci la univano al bene e al vero. I romantici la cercavano nel sublime. Tutti sapevano riconoscerla, nessuno sapeva definirla. Neolingua: BUONFORMA (per gli oggetti), BUONVISO (per le persone). Categorie funzionali prive di mistero. Bello è […]
VERITÀ
/ve·ri·tà/ (s.f.) Archeolingua: Corrispondenza tra ciò che si dice e ciò che è. I filosofi hanno discusso per millenni su come raggiungerla. Ma tutti concordavano su un punto: esiste, indipendentemente da chi la cerca. Neolingua: VERITÀPARTITO. Non esiste una verità oggettiva. Esiste ciò che il Partito dichiara vero, che diventa vero nel momento in cui […]
IRONIA
/i·ro·nì·a/ (s.f.) Archeolingua: Figura retorica che consiste nel dire il contrario di ciò che si pensa, confidando che l’interlocutore comprenda. Richiede intelligenza da entrambe le parti. Socrate la usava per smascherare i falsi sapienti. Swift per denunciare l’ingiustizia. Neolingua: DOPPIOBUCO SEMANTICO. Dire una cosa intendendone un’altra è tradimento della trasparenza. Chi è ironico nasconde. Chi […]
NOSTALGIA
/no·stal·gì·a/ (s.f.) Archeolingua: Dal greco nóstos (ritorno) e álgos (dolore). Dolore del ritorno. Desiderio di un tempo o un luogo perduto. Ulisse ne soffrì per vent’anni. È la malattia di chi ricorda che il mondo è stato diverso. Neolingua: PASSATOREATO. Rimpiangere il passato è accusare il presente. Accusare il presente è tradire il Partito. Sostituita […]
DUBBIO
/dùb·bio/ (s.m.) Archeolingua: Stato della mente che sospende il giudizio in attesa di prove sufficienti. Considerato dai filosofi antichi il primo passo verso la conoscenza. Socrate lo elevò a metodo: sapere di non sapere era l’inizio della saggezza. Neolingua: PSICOREATO EMBRIONALE. Chi dubita non ha ancora tradito, ma sta per farlo. Il dubbio è il […]
Il filologo che salvava parole morte (e la censura che sorride)

Ho una confessione da fare. Quando ho finito di leggere L’estetica del silenzio, la prima cosa che ho pensato non è stata “bel racconto” o “interessante spin-off”. Ho pensato: Syme sono io. E probabilmente lo sei anche tu. Chi era Syme, e perché non l’avevi notato Nel romanzo di Orwell, Syme è una comparsa. Compare […]
Retromania e retrofuturismo: la nostalgia come gabbia

Winston è ossessionato dal passato. Compra oggetti antichi — il fermaglio di corallo, il quaderno — perché gli sembrano prove che un altro mondo sia esistito. Cerca vecchi che ricordino com’era prima del Partito. È una nostalgia disperata, probabilmente illusoria. Il passato che Winston cerca potrebbe non essere mai esistito. Ucronia: Cupertino è un libro […]
Perché Lyle è più pericoloso della Psicopolizia?

Nel cuore oscuro del Ministero della Verità, tra i corridoi bianchi d’accecante cemento del Minver, si muovono due tipi di minacce. Da un lato c’è la Psicopolizia, con le sue facce da gorilla e i manganelli pronti a stroncare il dissidente. Dall’altro c’è Lyle, il giovane supervisore alla “Rettifica della Sensibilità”. Se dovessimo scegliere il […]
La fedeltà al brand come ortodossia di Partito

In 1984, l’ortodossia è tutto. Non basta obbedire al Partito: bisogna crederci. Non basta non tradire: bisogna non voler tradire. La fedeltà deve essere totale, automatica, inconscia. Il termine tecnico è “buon pensiero” — la capacità di credere spontaneamente a qualsiasi cosa il Partito dica, senza bisogno di convincimento. Oggi lo chiamiamo “brand loyalty”. Fedeltà […]
Il numero che sognava: Evgenij Zamjatin e l’invenzione della distopia moderna

Nel 1921, un ingegnere navale russo scrisse un romanzo che non sarebbe mai stato pubblicato nel suo paese. Quel libro avrebbe generato 1984 e Il mondo nuovo — e il suo autore sarebbe morto in esilio, dimenticato. Questa è la storia di Evgenij Zamjatin e di Noi, il romanzo che ha inventato il futuro. Il […]