Home / Sintomi / PSICOREATO

PSICOREATO

Classe Crimine cognitivo

Livello di diffusione In espansione


Definizione

Crimine consistente nel pensare pensieri non autorizzati, non conformi o potenzialmente pericolosi per l’ordine costituito. Non richiede un’azione, una parola pronunciata, un gesto compiuto. Basta l’intenzione. Basta il dubbio. Basta poter pensare qualcosa di sbagliato.

Origine del termine

Il termine thoughtcrime (psicoreato nella traduzione italiana) fu coniato da George Orwell in 1984 (1949). Nel romanzo, lo psicoreato è il crimine supremo — l’unico che conta davvero, perché tutti gli altri ne derivano. La Psicopolizia non punisce le azioni: le previene, intervenendo prima che il pensiero diventi parola, la parola azione, l’azione ribellione.

Lo psicoreato non ha bisogno di prove. Il sospetto è sufficiente. L’espressione del viso sbagliata davanti al telescopio. Un sogno raccontato nel sonno. Un diario nascosto.

Evoluzione del concetto

1949 — George Orwell costruisce un sistema in cui il crimine non è nell’atto ma nel pensiero. La Psicopolizia esiste per individuare chi potrebbe pensare male del Partito. Winston Smith viene arrestato non per quello che ha fatto, ma per quello che è: un uomo capace di dubitare.

2002 — Philip K. Dick (adattato in Minority Report) immagina una Pre-Crime che arresta i criminali prima che commettano il crimine. La differenza con Orwell: Dick usa precog umani, il presente usa algoritmi.

Oggi — Polizia predittiva. Software come PredPol, HunchLab e Palantir analizzano dati per prevedere dove e chi commetterà crimini. Non puniscono il pensiero — puniscono il profilo. Non arrestano per quello che hai fatto — sorvegliano per quello che potresti fare.

«Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.» — George Orwell, 1984

Sintomi nel presente

Come riconoscere lo psicoreato nella vita quotidiana:

Autocensura nei motori di ricerca Eviti di cercare certe cose su Google — non perché siano illegali, ma perché qualcuno potrebbe chiedersi perché le cercavi.

Paura del pensiero registrato Prima di scrivere un messaggio, un post, un commento, ti chiedi: “E se venisse usato contro di me tra dieci anni?”

Colpevolezza per associazione algoritmica Ti senti a disagio quando l’algoritmo ti suggerisce contenuti che non hai cercato ma che “qualcuno come te” cerca.

Pre-crimine reputazionale Qualcuno viene licenziato, cancellato, escluso non per quello che ha fatto, ma per quello che ha scritto, pensato, liked anni prima.

Confessione preventiva Senti il bisogno di chiarire le tue intenzioni prima ancora di essere accusato. “Non sono razzista, ma…” “Non voglio sembrare complottista, ma…”

Il processo alle intenzioni Nelle discussioni online, il dibattito si sposta da cosa hai detto a perché l’hai detto. Le motivazioni presunte contano più delle parole pronunciate.

Nota clinica

Lo psicoreato orwelliano richiedeva una Psicopolizia. Era costoso, inefficiente, visibile. Lo psicoreato contemporaneo ha trovato una soluzione più elegante: siamo noi stessi la Psicopolizia. Ci sorvegliiamo a vicenda. Ci denunciamo. Ci puniamo con l’esclusione sociale prima ancora che intervenga qualsiasi autorità.

Il Grande Fratello poteva leggere i pensieri attraverso il telescopio e la tortura.

Oggi li pubblichiamo volontariamente.

Nella collana Stanza101

1984 di George Orwell Lo psicoreato è il cuore del romanzo. Winston Smith non compie atti di sabotaggio, non organizza la resistenza, non attacca il Partito. Scrive un diario. Pensa. Dubita. Questo basta a condannarlo. La Stanza 101 non punisce il crimine — lo cancella, insieme alla persona che l’ha pensato.

L’estetica del silenzio Syme, il filologo della Neolingua, lavora per rendere lo psicoreato impossibile. Se le parole per pensare la ribellione non esistono, la ribellione non può essere pensata. Il Dizionario delle Ombre è il suo crimine: conservare le parole che il Partito vuole cancellare.

Democrazia Low Cost di Mario Burri Marco Ferretti non commette psicoreato — commette qualcosa di peggio: smette di pensare. Il sistema non ha bisogno di punire i pensieri devianti perché ha eliminato le condizioni per pensarli. Quando sei troppo occupato a rispondere ai quiz, non hai tempo per dubitare.

Letture di approfondimento

George Orwell, 1984 (1949)

Philip K. Dick, Minority Report (1956)

Bernard E. Harcourt, Against Prediction (2007)


«La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Se è concessa quella, tutto il resto viene da sé.» — George Orwell, 1984


Condividi:

I Sintomi