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NEOLINGUA

Classe Ingegneria linguistica

Livello di diffusione Endemico


Definizione

Linguaggio artificialmente impoverito e ristrutturato con lo scopo di limitare la gamma dei pensieri possibili. Non aggiunge parole: le toglie. Non amplia il significato: lo restringe. L’obiettivo finale è rendere il pensiero dissidente letteralmente impensabile, perché mancheranno le parole per formularlo.

Origine del termine

Il termine Newspeak (Neolingua) fu creato da George Orwell in 1984 (1949). Nel romanzo, la Neolingua è il progetto linguistico del Partito: sostituire l’Archeolingua (l’inglese standard) con un idioma semplificato che renda impossibile lo psicoreato.

Syme, il filologo che lavora al dizionario, spiega con entusiasmo: “Non vedi che lo scopo della Neolingua è proprio quello di restringere la sfera del pensiero? Alla fine renderemo lo psicoreato letteralmente impossibile, perché non esisteranno parole per esprimerlo.”

Evoluzione del concetto

1946 — George Orwell scrive il saggio Politics and the English Language, denunciando come il linguaggio politico contemporaneo sia già progettato per “far sembrare veritiere le menzogne e rispettabile l’omicidio”.

1949 — 1984 porta il concetto all’estremo: la Neolingua non è propaganda — è architettura cognitiva. Parole come “libero” esistono ancora, ma solo nel senso di “libero da” (questo campo è libero da erbacce), mai nel senso di libertà politica.

Oggi — Riformulazione istituzionale. I “licenziamenti” diventano “ottimizzazione delle risorse”. La “sorveglianza” diventa “sicurezza smart”. La “precarietà” diventa “flessibilità”. Il linguaggio aziendale, politico e tecnologico riscrive costantemente la realtà attraverso le parole che sceglie — e quelle che evita.

«Se il pensiero corrompe il linguaggio, anche il linguaggio può corrompere il pensiero.» — George Orwell, Politics and the English Language

Sintomi nel presente

Come riconoscere la Neolingua nella vita quotidiana:

Eufemismi istituzionali “Danni collaterali” invece di civili uccisi. “Decrescita demografica” invece di denatalità. “Efficientamento” invece di tagli. Le parole dure spariscono, i fatti rimangono.

Polarizzazione binaria Il linguaggio pubblico si riduce a coppie oppositive: pro/contro, noi/loro, buoni/cattivi. La complessità viene eliminata, il dubbio diventa tradimento.

Inflazione di significato Parole come “violenza”, “trauma”, “genocidio” vengono estese fino a perdere significato. Quando tutto è violenza, niente lo è veramente.

Termini-ombrello Etichette che chiudono il dibattito invece di aprirlo: “complottista”, “negazionista”, “radical chic”. Non descrivono — liquidano.

Hashtag come pensiero Il dibattito si comprime in slogan. Tre parole devono contenere una posizione politica completa. Chi esita, chi distingue, chi articola — è sospetto.

Aggiornamento lessicale obbligatorio Le parole “corrette” cambiano ogni pochi anni. Chi non si aggiorna viene escluso — non per le idee, ma per il vocabolario.

Nota clinica

La Neolingua di Orwell era imposta dall’alto con la forza. La nostra è consensuale, virale, autoimposta. Non c’è un Ministero della Verità che decide quali parole eliminare. Ci sono algoritmi che premiano la semplificazione, piattaforme che favoriscono lo slogan, comunità che espellono chi usa il termine sbagliato.

Il risultato è lo stesso: un linguaggio che restringe invece di espandere, che chiude invece di aprire, che semplifica fino a rendere impossibili i pensieri complessi.

Syme aveva ragione: quando le parole non esistono più, i pensieri che esprimevano smettono di essere pensabili.

Nella collana Stanza101

1984 di George Orwell La Neolingua è uno dei tre pilastri del potere del Partito (insieme al Bipensiero e alla riscrittura della storia). L’Appendice del romanzo — “I principi della Neolingua” — è un saggio nel saggio, un manuale tecnico di ingegneria totalitaria.

L’estetica del silenzio Syme è il protagonista: il filologo che lavora all’Undicesima Edizione del dizionario di Neolingua. Ma Syme è troppo intelligente, troppo entusiasta, troppo consapevole di quello che sta facendo. Per questo sparirà. Il Dizionario delle Ombre è la sua resistenza segreta: conservare le parole condannate.

Democrazia Low Cost di Mario Burri Il linguaggio del PCA (Programma Cittadinanza Attiva) è Neolingua pura: “crediti civici”, “capitale reputazionale”, “ottimizzazione comportamentale”. Parole che rendono la sottomissione un gioco e il controllo un servizio.

Letture di approfondimento

George Orwell, 1984 (1949)

George Orwell, Politics and the English Language (1946)

Victor Klemperer, LTI. La lingua del Terzo Reich (1947)


«Non vedi che lo scopo della Neolingua è proprio quello di restringere la sfera del pensiero?» — Syme, 1984


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