Classe Tipo di relazione / Simulacro affettivo
Livello di diffusione Pandemico
Definizione
Relazione unilaterale in cui una persona investe energie emotive significative in una figura pubblica (influencer, streamer, celebrity) che non conosce la sua esistenza e non può ricambiare. È intimità senza reciprocità: tu ami; l’altro non sa che esisti.
Origine del termine
Il concetto nasce nel 1956, coniato dai sociologi Donald Horton e Richard Wohl per descrivere le relazioni che il pubblico televisivo sviluppava con i personaggi dello schermo. Ma esplode con i social media.
L’influencer sembra parlarti direttamente. Condivide dettagli intimi. Risponde ai commenti (a volte). Ti ringrazia per il supporto. L’architettura delle piattaforme crea un’illusione di accessibilità senza precedenti: senti di conoscere qualcuno che non ti ha mai incontrato.
Evoluzione del concetto
Era broadcast — Le relazioni parasociali esistono ma sono riconosciute come tali. Sai che l’attore non ti conosce; è una fantasia consapevole.
Social media — L’illusione di intimità si intensifica. L’influencer sembra accessibile, raggiungibile, “autentico”. Il confine tra personaggio e persona si dissolve.
Economia delle relazioni — L’intimità diventa prodotto. Il creator costruisce engagement attraverso vulnerabilità strategica. La connessione è monetizzata; l’autenticità è business model.
«Conosci tutto di lei. Lei non sa che esisti. Ma la ami lo stesso.»
Sintomi nel presente
Come riconoscere le relazioni parasociali nella tua vita:
☐ Conoscenza asimmetrica Sai tutto della vita di qualcuno che non sa che esisti: cosa mangia, chi frequenta, quali sono le sue paure.
☐ Tradimento percepito Ti senti tradito quando un creator fa scelte che non approvi, come se ti dovesse qualcosa.
☐ Sostituzione Preferisci guardare stream a frequentare persone reali. Le relazioni parasociali sono più sicure — non possono rifiutarti.
☐ Lutto impossibile Piangi per la “rottura” di una relazione che non esisteva — quando un creator smette di postare o cambia direzione.
☐ Donazioni significative Doni soldi significativi a chi è già ricco per “supportarlo”, sentendo che è un gesto di affetto.
☐ Noi plurale Usi “noi” parlando delle scelte di uno sconosciuto. “Siamo cresciuti”, “abbiamo attraversato tanto”.
Nota clinica
Le relazioni parasociali soddisfano un bisogno reale: solitudine, desiderio di connessione, paura del rifiuto. Sono sicure: l’altro non può ferirti perché non sa che esisti. Non può lasciarti perché non è mai stato con te.
È la soluzione capitalista alla solitudine: non curare la malattia, ma vendere un sintomo che sembra una cura. Il creator diventa un amico immaginario per adulti — presente sempre, disponibile sempre, reale mai.
Nel Mondo nuovo, i cittadini avevano il soma per non sentire il vuoto. Le relazioni parasociali sono un altro tipo di soma: riempiono senza nutrire, connettono senza toccare.
Il Grande Fratello era il primo influencer parasociale: tutti lo conoscevano, lo “amavano”, costruivano con lui una relazione unilaterale. Ma almeno fingeva di amarti in ritorno.
Nella collana Stanza101
1984 di George Orwell Il Grande Fratello è la relazione parasociale imposta: devi amarlo, devi sentirlo vicino, devi credere che lui ami te. I cittadini di Oceania investono emozioni in un volto sui manifesti. È lo stesso meccanismo — solo che oggi lo chiamiamo fandom.
Democrazia Low Cost di Mario Burri Nel PCA, anche le relazioni reali diventano parasociali: basate su punteggi, mediate da app, calcolate per vantaggio. Se le relazioni vere sono già transazionali, quelle parasociali sembrano quasi più oneste.
Letture di approfondimento
Jia Tolentino, Trick Mirror (2019)
Amanda Hess, The Strange Intimacy of Parasocial Relationships (New York Times, 2020)
Horton & Wohl, Mass Communication and Para-Social Interaction (1956)
«L’amore non ricambiato è tragedia. L’amore non saputo è industria.»