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MAIN CHARACTER SYNDROME

Classe Distorsione percettiva / Narcisismo normalizzato

Livello di diffusione Epidemico


Definizione

Tendenza a percepire sé stessi come protagonisti di una narrazione — la propria vita come film, gli altri come personaggi secondari. Non è semplice autostima; è l’incapacità di immaginare che anche gli altri siano protagonisti delle proprie storie.

Origine del termine

Il concetto emerge su TikTok nei primi anni 2020 come modo ironico per descrivere momenti di protagonismo enfatizzato — camminare con una colonna sonora mentale, sentirsi osservati da un pubblico immaginario. Ma l’ironia maschera qualcosa di più profondo: una generazione che ha imparato a concepire la vita come contenuto, il sé come personaggio.

“Main character energy” diventa complimento: sei protagonista, non comparsa. L’implicazione: qualcuno deve essere comparsa. Qualcuno deve essere sfondo della tua storia.

Evoluzione del concetto

Narrativa del sé — I social media richiedono che tu racconti la tua vita. Ogni post è un episodio, ogni storia un capitolo. Il sé diventa narrazione.

Curation come esistenza — La vita non vissuta non esiste — non per l’algoritmo. Devi documentare, esibire, performare. La vita diventa contenuto; il contenuto diventa identità.

Protagonismo obbligato — Se tutti sono protagonisti delle proprie storie, nessuno è pubblico. Ma le piattaforme premiano chi performa meglio il protagonismo. La competizione genera inflazione: devi essere sempre più protagonista.

«Tu sei il protagonista. Gli altri sono comparse. Questo è il problema.»

Sintomi nel presente

Come riconoscere il main character syndrome nella tua vita:

Pubblico immaginario Senti di essere osservato mentre cammini, parli, vivi. Come se ci fosse sempre una telecamera.

Colonna sonora mentale I momenti significativi hanno una soundtrack nella tua testa. La vita ha scene e climax.

Comparsi Gli altri esistono in funzione della tua storia. Sono personaggi secondari, ostacoli, love interest.

Momenti “cinematografici” Cerchi o crei momenti “da film” — inquadrature, luci, atmosfere. La realtà non basta.

Delusione del quotidiano La vita normale sembra un fallimento narrativo. Dove sono i colpi di scena?

Performance continua Sei sempre “on”. Anche da solo, c’è un pubblico interiore che guarda.

Nota clinica

Il problema non è l’autostima — tutti meritano di sentirsi importanti nella propria vita. Il problema è l’asimmetria: se tu sei il protagonista, gli altri non lo sono. Se la tua storia conta, le loro contano meno.

È narcisismo con una patina di ironia — “sì, lo so che è un po’ narcisista, ma…” — che non cambia la sostanza. Gli altri diventano funzionali alla tua narrazione. L’empatia si atrofizza: per entrare nella storia dell’altro, devi uscire dalla tua.

Nel Mondo nuovo, l’identità era assegnata dalla nascita — Alfa, Beta, Gamma. Non c’era spazio per protagonisti individuali. Il main character syndrome è l’opposto: tutti sono protagonisti delle proprie storie, e le storie non si incontrano mai. Solitudine travestita da protagonismo.

Nella collana Stanza101

Democrazia Low Cost di Mario Burri Il PCA genera main character syndrome istituzionalizzato: ogni cittadino è protagonista del proprio punteggio, della propria scalata. Gli altri sono competitors, non compagni. La storia è sempre singolare — la mia classifica, i miei punti.

1984 di George Orwell In Oceania, l’unico protagonista è il Grande Fratello. Winston non può essere main character — il Partito non lo permette. Il main character syndrome è possibile solo dove il totalitarismo è fallito — o dove ha preso altre forme.

Letture di approfondimento

Jia Tolentino, Trick Mirror (2019)

Jean Twenge, iGen (2017)

Christopher Lasch, La cultura del narcisismo (1979)


«Sei il protagonista. Ma anche loro lo sono. E nessuno lo capisce.»


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