Eccoci qui. È tempo di confessioni vere. Pubblico 1984 di Orwell — un monito contro il totalitarismo, la sorveglianza, la manipolazione della realtà. Pubblico Ucronia: Cupertino di Gobbo — un gioco di falsificazione storica, un esercizio di manipolazione affettuosa. Sono in contraddizione? Probabilmente sì.
L’editore come complice
Ogni volta che pubblico 1984, diffondo un avvertimento. Attenzione ai poteri che riscrivono la storia. Attenzione ai teleschermi. Attenzione alla Neolingua. Ogni volta che pubblico Ucronia: Cupertino, diffondo le tecniche per farlo. Come creare documenti falsi credibili. Come inventare un passato alternativo. Come manipolare la memoria collettiva. Sì, Gobbo dichiara che è finzione. Sì, il libro è satira, è amore, è gioco. Ma le tecniche sono reali. E le tecniche, una volta apprese, possono essere usate per qualsiasi scopo.
La differenza che fa la differenza
C’è una differenza fondamentale tra 1984 e Ucronia: Cupertino: l’intento. Orwell voleva svegliarci. Gobbo vuole farci giocare. Il Partito di 1984 falsifica la storia per controllarci. Gobbo falsifica la storia di Apple per criticarla, per amarla, per immaginarla diversa. È una differenza enorme. Ma è sufficiente?
Il lettore come variabile
Il problema è che non posso controllare chi legge i nostri libri. Né come li legge. 1984 può essere letto come un avvertimento — o come un manuale. Ucronia: Cupertino può essere letto come un gioco — o come un tutorial. Ogni opera è un seme. Non so che pianta crescerà.
Due libri, una collana
Ho deciso di pubblicare entrambi nella stessa collana — Stanza101 — perché credo che appartengano insieme. 1984 ci mostra il pericolo. Ucronia: Cupertino ci mostra il fascino. Insieme, forse, ci aiutano a capire perché la manipolazione della realtà è così attraente — e così pericolosa. Winston Smith era un falsificatore. Odiava il suo lavoro, ma lo faceva bene. Capiva il fascino della riscrittura, il potere di far sparire il passato e crearne uno nuovo. Gobbo è un falsificatore volontario. Ama il suo lavoro, e lo fa benissimo. E forse, proprio perché lo ama, può mostrarci qualcosa che Orwell non poteva: il lato seduttivo del controllo della realtà.
Il confessionale finale
Sono un editore. Pubblico libri. Spero che facciano del bene, ma non posso esserne certo. Pubblico 1984 sperando che i lettori resistano al Grande Fratello. Pubblico Ucronia: Cupertino sperando che i lettori capiscano come funziona la manipolazione — e scelgano di non usarla per il male.
È una speranza fragile. Ma è l’unica che ho. Il Partito voleva che Winston amasse il Grande Fratello. Alla fine, ci è riuscito. Io voglio che i lettori amino la verità. Alla fine, non so se ci riuscirò. Ma devo provarci.
«Amava il Grande Fratello.» — L’ultima frase di 1984
«È un gioco, goditi la storia.» — L’invito di Ucronia: Cupertino
Due finali. Uno terrificante, uno giocoso. Ma entrambi ci chiedono la stessa cosa: cosa scegli di credere?
La risposta, lettore, è tua.
Ma forse qualche ricercatore, un giorno, magari in un lontano 2074, troverà dei vecchi documenti del 1984 nei quali scoprirà previsioni e progetti che a noi oggi non sono ancora evidenti…
Il Confessionale della Resistenza Editoriale: FAQ su Distopia e Ucronia
Domande Frequenti sulla Pubblicazione del Dissenso
Cosa significa oggi pubblicare letteratura distopica e ucronica per Stanza101™?
Pubblicare distopie non è solo un atto commerciale, ma una scelta politica e culturale. Per Stanza101™ significa offrire al lettore una lente per osservare le derive del potere contemporaneo. Mentre la distopia estremizza le tendenze attuali verso il controllo totale, l’ucronia riscrive la storia per dimostrare che il presente che viviamo non era l’unica opzione possibile.
Qual è la sfida principale per un editore di libri ucronici e distopici?
La sfida è superare il semplice intrattenimento per toccare le corde del “reale possibile”. Un buon libro distopico deve saper profetizzare il controllo sociale, come accade nelle analisi di 1984 o Democrazia Low Cost, evitando di diventare puro esercizio stilistico e restando ancorato alla critica della sottomissione umana.
Perché il concetto di “Confessionale” è centrale nel lavoro editoriale di Stanza101™?
Il “confessionale” rappresenta il momento della verità nuda. In un mondo dominato dal conformismo e dalle “sessioni di armonizzazione”, l’editore si fa confessore di autori che osano immaginare mondi proibiti o storie “altre”, portando alla luce verità che il sistema preferirebbe mantenere nell’ombra.
In che modo testi come il “Dizionario delle Ombre” si inseriscono in questo catalogo?
Questi testi servono a mappare l’oscuro. Un catalogo che esplora l’ombra non cerca risposte consolatorie, ma vuole fornire al lettore gli strumenti semantici e filosofici per decodificare la propaganda e la manipolazione del linguaggio tipica dei regimi, siano essi letterari o digitali.
Come vengono selezionate le opere per la collana Stanza101™?
La selezione avviene cercando opere che abbiano il coraggio di affrontare l’estetica del silenzio e la brutalità della riprogrammazione individuale. Cerchiamo narrazioni che non abbiano paura di essere “scomode” e che sappiano interpretare il malessere della modernità attraverso la lente deformante, ma rivelatrice, del genere distopico e ucronico.



