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BIOPOLITICA

Classe Tecnologia del potere

Livello di diffusione Strutturale


Definizione

Forma di potere che ha per oggetto non i singoli individui ma le popolazioni in quanto entità biologiche: nascite, morti, salute, igiene, longevità, epidemie. Non ti dice cosa pensare — gestisce il tuo corpo, la tua vita, la tua morte come risorse da ottimizzare.

Origine del termine

Il concetto fu sviluppato dal filosofo Michel Foucault nelle lezioni al Collège de France (1975-76), poi pubblicate come Bisogna difendere la società e Nascita della biopolitica. Foucault distinse tra il vecchio potere sovrano (“far morire e lasciar vivere”) e il nuovo potere biopolitico (“far vivere e lasciar morire”).

Il potere moderno non minaccia di morte — gestisce la vita. Non uccide i sudditi — ottimizza le popolazioni.

Evoluzione del concetto

1976 — Foucault identifica la nascita della biopolitica nel XVIII secolo: statistiche demografiche, medicina sociale, igiene pubblica, regolazione della sessualità. Il corpo diventa oggetto di sapere e di intervento.

XX secolo — Eugenetica e politiche demografiche mostrano il lato oscuro della biopolitica: sterilizzazioni forzate, controllo delle nascite, “miglioramento della razza”. La gestione della vita può facilmente diventare gestione della morte.

2020 — Pandemia. Lockdown, quarantene, green pass, tracciamento dei contatti: la biopolitica diventa visibile a tutti. Lo stato dice dove puoi andare, chi puoi incontrare, cosa devi iniettarti nel corpo. Per “il bene della salute pubblica”.

«Il vecchio potere sovrano faceva morire e lasciava vivere. Il nuovo potere fa vivere e lascia morire.» — Michel Foucault

Sintomi nel presente

Come riconoscere la biopolitica nella vita quotidiana:

Medicalizzazione del quotidiano Ogni comportamento ha implicazioni “per la salute”: cosa mangi, quanto dormi, se fumi, se ti muovi. La salute diventa dovere morale, non scelta personale.

Quantificazione del corpo Passi, calorie, battito cardiaco, ciclo mestruale, qualità del sonno — tutto tracciato, tutto ottimizzato. Il corpo diventa dashboard.

Assicurazione comportamentale Il tuo stile di vita determina il costo della tua assicurazione sanitaria. Vivi “male”? Paghi di più. Il rischio individuale viene prezzato.

Emergenza sanitaria permanente Nuove minacce (virus, obesità, salute mentale) giustificano nuovi interventi. L’emergenza non finisce mai — si trasforma.

Certificazione biologica Green pass, certificati vaccinali, test. L’accesso a spazi e servizi dipende dal tuo status biologico documentato.

Ottimizzazione della vita Non basta vivere — bisogna vivere bene, a lungo, produttivamente. La vita diventa progetto da gestire, non esperienza da attraversare.

Nota clinica

La biopolitica non è intrinsecamente malvagia: la sanità pubblica, le vaccinazioni, l’igiene hanno salvato miliardi di vite. Ma il potere che “fa vivere” è ancora potere — e può essere usato per controllare, escludere, normalizzare.

Il problema non è se lo stato debba occuparsi della salute pubblica. Il problema è: chi decide cosa significa “salute”? Chi decide quale vita vale la pena di essere vissuta? Chi decide quando l’emergenza giustifica la sospensione dei diritti?

La pandemia ha reso queste domande urgenti. Le risposte sono ancora da trovare — e chi le dà, esercita un potere immenso.

Nella collana Stanza101

Democrazia Low Cost di Mario Burri Il sistema SEPS (Servizio Etico Per la Salute) è biopolitica gamificata: pazienti che valutano i medici, compliance farmacologica tracciata via app, “capitale umano paziente” come metrica. La salute diventa creditizio, il corpo diventa profilo.

1984 di George Orwell Il Partito controlla anche i corpi: ginnastica obbligatoria davanti al telescopio, proibizione del piacere sessuale, razioni alimentari. Ma è biopolitica rozza, punitiva. Manca l’elemento “per il tuo bene” che caratterizza la biopolitica contemporanea.

L’estetica del silenzio I prolet sono lasciati fuori dalla biopolitica intensiva del Partito — non vale la pena ottimizzarli. Sono “lasciati vivere” (e morire) liberamente. Paradossalmente, sono più liberi dei membri del Partito.

Letture di approfondimento

Michel Foucault, Nascita della biopolitica (1978-79)

Giorgio Agamben, Homo Sacer (1995)

Roberto Esposito, Bíos. Biopolitica e filosofia (2004)


«La vita è entrata nel campo del potere. Questo è il tratto distintivo della modernità.» — Michel Foucault


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