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BIPENSIERO

Classe Ginnastica cognitiva

Livello di diffusione Endemico


Definizione

Capacità di accettare simultaneamente due credenze contraddittorie, sapendo che sono contraddittorie e tuttavia credendo in entrambe. Non è ipocrisia (sapere una cosa e dirne un’altra). Non è autoinganno (convincersi di qualcosa di falso). È qualcosa di più radicale: tenere insieme i due opposti, consapevolmente, senza che la contraddizione venga percepita come problema.

Origine del termine

Il termine doublethink (Bipensiero) fu coniato da George Orwell in 1984 (1949). Nel romanzo, il Bipensiero è la disciplina mentale fondamentale del membro del Partito: “Sapere e non sapere, essere consapevoli della verità assoluta mentre si dicono menzogne accuratamente costruite.”

Il Bipensiero permette di credere che il Partito sia infallibile pur sapendo che ieri ha detto il contrario di oggi. Permette di modificare i ricordi in tempo reale. Permette di dimenticare di aver dimenticato.

Evoluzione del concetto

1949 — George Orwell descrive il Bipensiero come una tecnica cosciente che diventa inconscia con la pratica: “Anche nell’usare la parola bipensiero è necessario esercitare il bipensiero.”

1950-1980 — Psicologia sociale. Leon Festinger studia la dissonanza cognitiva: il disagio mentale che proviamo quando teniamo insieme credenze contraddittorie. La differenza con Orwell: Festinger assume che la dissonanza sia dolorosa e cerchiamo di risolverla. Il Bipensiero va oltre: elimina il disagio.

Oggi — Post-verità. Il termine “post-truth” (parola dell’anno Oxford 2016) descrive una condizione in cui i fatti oggettivi sono meno influenti delle emozioni e delle credenze personali. Ma è più del Bipensiero orwelliano: non si tratta di tenere insieme verità e menzogna — si tratta di rendere la distinzione irrilevante.

«Il Partito vi dice di non credere ai vostri occhi e ai vostri orecchi. Era il suo comandamento finale, e il più essenziale.» — George Orwell, 1984

Sintomi nel presente

Come riconoscere il Bipensiero nella vita quotidiana:

Privacy e trasparenza Pretendi privacy assoluta per te stesso mentre consideri sospetto chiunque voglia nascondere qualcosa. “Io ho diritto alla privacy — chi nasconde qualcosa ha qualcosa da nascondere.”

Consapevolezza impotente Sai che il tuo smartphone ti traccia, che i tuoi dati vengono venduti, che sei profilato. Lo sai — e continui a usarlo come se non lo sapessi.

Critica e consumo Critichi il capitalismo, la fast fashion, l’inquinamento, lo sfruttamento — mentre partecipi quotidianamente a ciò che critichi, senza percepire contraddizione.

Democrazia e tecnocrazia Credi nella democrazia come valore assoluto — mentre accetti che “gli esperti” e “gli algoritmi” decidano su questioni troppo complesse per essere votate.

Individualismo collettivo Ti consideri unico, non conformista, immune alla propaganda — come tutti gli altri che si considerano unici, non conformisti, immuni alla propaganda.

Memoria fluida Ricordi perfettamente che “hanno sempre detto X” — anche quando i documenti mostrano che hanno detto il contrario. La memoria si riscrive in tempo reale.

Nota clinica

Il Bipensiero di Orwell era un prodotto del terrore: il Partito ti costringeva a crederci. Il nostro è volontario, autoindotto, quasi confortante. Non ci viene imposto di credere a due cose contraddittorie — lo facciamo spontaneamente perché è più facile che scegliere.

La differenza cruciale: Winston Smith soffriva della contraddizione, finché la Stanza 101 non gliela ha tolta. Noi non soffriamo più. Abbiamo sviluppato una tolleranza alla dissonanza che Orwell non aveva previsto.

Non abbiamo bisogno del Bipensiero imposto. Siamo nati nel Bipensiero. Lo respiriamo. Non sappiamo più che aspetto abbia una mente coerente.

Nella collana Stanza101

1984 di George Orwell Il Bipensiero è la tecnica mentale che rende possibile tutto il resto: accettare che 2+2=5, credere nella vaporizzazione delle non-persone, amare il Grande Fratello. L’intera tortura di Winston nella Stanza 101 mira a un solo obiettivo: insegnargli il Bipensiero perfetto.

L’estetica del silenzio Syme pratica il Bipensiero professionale: sa di distruggere il linguaggio e ne è entusiasta. Sa che il suo lavoro è malvagio — e crede che sia giusto. Questo lo rende il perfetto membro del Partito — e anche il più pericoloso.

Democrazia Low Cost di Mario Burri Marco Ferretti sa che il PCA è un sistema di controllo — e contemporaneamente crede che lo stia aiutando. Sa che segnalare altri utenti è delazione — e crede che sia “contributo alla legalità digitale”. Il Bipensiero è la condizione normale dell’utente compliant.

Letture di approfondimento

George Orwell, 1984 (1949)

Leon Festinger, Teoria della dissonanza cognitiva (1957)

Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo (1951)


«Sapere e non sapere, essere consapevoli della verità assoluta mentre si dicono menzogne accuratamente costruite.» — George Orwell, 1984


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