Classe Modello economico
Livello di diffusione Dominante
Definizione
Modello economico in cui le imprese creano valore non producendo beni o servizi direttamente, ma orchestrando interazioni tra gruppi diversi (utenti, produttori, inserzionisti) su una piattaforma che controllano. La piattaforma non è il mercato — è l’infrastruttura del mercato, e chi controlla l’infrastruttura estrae valore da ogni transazione.
Origine del termine
Il concetto è stato elaborato da Nick Srnicek in Platform Capitalism (2016), che analizza come le piattaforme digitali (Google, Amazon, Facebook, Uber, Airbnb) rappresentino un nuovo modello di accumulazione capitalistica, distinto sia dal capitalismo industriale che da quello finanziario.
Non producono merci — producono intermediazione. Non vendono prodotti — vendono accesso.
Evoluzione del concetto
Capitalismo industriale — Il profitto viene dalla produzione: compri materie prime, le trasformi, vendi il prodotto. Il valore è nella trasformazione.
Capitalismo finanziario — Il profitto viene dalla circolazione del denaro: prestiti, investimenti, speculazione. Il valore è nel movimento.
Capitalismo della piattaforma — Il profitto viene dal controllo dell’infrastruttura: ogni transazione, ogni interazione, ogni scambio che avviene sulla piattaforma genera valore per il proprietario. Il valore è nella posizione.
«La piattaforma non produce nulla. Controlla lo spazio in cui altri producono — e da ogni produzione estrae rendita.»
Sintomi nel presente
Come riconoscere il capitalismo della piattaforma nella vita quotidiana:
☐ Commissioni su tutto Uber prende il 25% di ogni corsa. Apple prende il 30% di ogni app. Amazon prende il 15-45% di ogni vendita. Non producono — intermediano.
☐ Effetto rete obbligato Devi essere sulla piattaforma perché ci sono tutti gli altri. Gli altri ci sono perché ci sei tu. Nessuno può andarsene per primo.
☐ Regole unilaterali La piattaforma decide le regole, le cambia quando vuole, fa rispettare come vuole. Non c’è negoziazione — c’è accettazione o esclusione.
☐ Asimmetria informativa La piattaforma sa tutto delle transazioni; i partecipanti sanno solo ciò che la piattaforma rivela. Il potere è nell’informazione.
☐ Precarizzazione Chi lavora “sulla” piattaforma non è dipendente — è “partner”, “collaboratore”, “microimprenditore”. Nessuna tutela, massima flessibilità (per la piattaforma).
☐ Winner takes all Tendenza al monopolio: una piattaforma domina ogni settore. L’effetto rete crea barriere insormontabili.
Nota clinica
Srnicek nota che il capitalismo della piattaforma è estrattivo in modo nuovo: non estrae valore dalla natura (come l’industria) né dal debito (come la finanza) ma dalle interazioni. Ogni messaggio, ogni ricerca, ogni transazione genera dati — e i dati generano valore.
Il problema non è solo economico — è politico: le piattaforme sono diventate infrastrutture essenziali (comunicazione, commercio, informazione) ma sono private, non accountable, orientate al profitto. Sono “too big to fail” ma troppo private per essere democratiche.
Il tecnofeudalesimo (Varoufakis) è l’estensione del concetto: le piattaforme non sono più “mercati” — sono feudi, con signori digitali che estraggono rendite dai loro territori virtuali.
Nella collana Stanza101
Democrazia Low Cost di Mario Burri Il PCA è capitalismo della piattaforma applicato allo stato: il governo diventa piattaforma che intermedia tra cittadini e servizi, estraendo “valore” (compliance, dati, controllo) da ogni interazione. Marco non è cittadino — è utente della piattaforma statale.
Ucronia:Cupertino di Gabriele Gobbo Apple è il caso paradigmatico: non produce solo hardware, orchestra un ecosistema (App Store, iCloud, Apple Music, Apple Pay) da cui estrae commissioni e dati. L’ucronia esplora: cosa succede quando la piattaforma diventa totale?
1984 di George Orwell Il Partito non è una piattaforma — è lo stato tradizionale, centralizzato, gerarchico. Non intermedia, controlla. Il capitalismo della piattaforma è più sottile: non comanda, facilita — e da ogni facilitazione estrae.
Letture di approfondimento
Nick Srnicek, Platform Capitalism (2016)
Yanis Varoufakis, Technofeudalism (2023)
Julie Cohen, Between Truth and Power (2019)
«Le piattaforme non sono mercati. Sono l’infrastruttura dei mercati — e chi controlla l’infrastruttura controlla tutto.»