Classe Meccanismo psicologico
Livello di diffusione Universale
Definizione
Tensione psicologica che si produce quando una persona mantiene simultaneamente credenze, valori o comportamenti in contraddizione tra loro. La mente cerca di ridurre questo disagio — ma non necessariamente allineandosi alla realtà: spesso modifica le credenze per giustificare i comportamenti, invece del contrario.
Origine del termine
Il concetto fu sviluppato dallo psicologo sociale Leon Festinger in A Theory of Cognitive Dissonance (1957). L’esperimento fondativo: i partecipanti pagati poco per svolgere un compito noioso lo descrivevano come interessante (dovevano giustificare a sé stessi perché l’avevano fatto), mentre quelli pagati molto lo descrivevano come noioso (il denaro era giustificazione sufficiente).
La dissonanza non è un difetto — è un meccanismo di base della cognizione umana.
Evoluzione del concetto
1957 — Festinger dimostra che le persone non sono “razionali” nel senso classico: non adattano i comportamenti alle credenze, ma spesso adattano le credenze ai comportamenti.
1959 — Festinger e Carlsmith mostrano che la giustificazione insufficiente produce maggiore cambiamento di atteggiamento: meno ragioni hai per fare qualcosa, più devi convincerti che volevi farla.
Oggi — Dissonanza di sistema. Sappiamo del cambiamento climatico e continuiamo a volare. Sappiamo dello sfruttamento e continuiamo a comprare. La dissonanza non è più individuale — è la condizione normale della vita nel tardo capitalismo.
«L’uomo non è un animale razionale — è un animale razionalizzante.» — attribuito a Robert Heinlein
Sintomi nel presente
Come riconoscere la dissonanza cognitiva nella vita quotidiana:
☐ Razionalizzazione post-hoc Hai fatto qualcosa di discutibile — e trovi ottime ragioni dopo. La giustificazione segue l’azione, non la precede.
☐ Evitamento selettivo Eviti informazioni che contraddicono le tue scelte: non leggi l’etichetta, non guardi il documentario, non approfondisci.
☐ Svalutazione della fonte L’informazione scomoda viene screditata: “è di parte”, “è esagerato”, “ci sono interessi dietro”.
☐ Minimizzazione “Tutti lo fanno”, “non cambia niente se smetto io”, “ci sono problemi più gravi”.
☐ Compartimentalizzazione Tieni separate le credenze contraddittorie: sei ambientalista e voli spesso, ma non metti le due cose nella stessa stanza mentale.
☐ Aggressività verso chi evidenzia la contraddizione Chi ti fa notare l’incoerenza diventa il nemico — non perché abbia torto, ma perché aumenta la dissonanza.
Nota clinica
La dissonanza cognitiva è il lubrificante della partecipazione a sistemi ingiusti. Sai che il sistema è sbagliato — ma ci partecipi. La dissonanza è dolorosa. Per ridurla, hai tre opzioni: cambiare comportamento (difficile), cambiare credenze (più facile), o aggiungere elementi consonanti (“tutti lo fanno”, “non ho scelta”).
È per questo che la consapevolezza non basta: puoi sapere tutto sul capitalismo della sorveglianza e continuare a usare i social. La conoscenza aumenta la dissonanza — ma non necessariamente cambia il comportamento. Anzi, può produrre razionalizzazioni più sofisticate.
Il Bipensiero orwelliano è dissonanza cognitiva elevata a sistema: non ridurre la tensione, ma abitarla permanentemente. Il cittadino contemporaneo ci si avvicina.
Nella collana Stanza101
1984 di George Orwell Il Bipensiero è dissonanza cognitiva istituzionalizzata: il Partito non chiede di eliminare la contraddizione, ma di mantenerla consapevolmente. Winston soffre di dissonanza — O’Brien gliela toglie nella Stanza 101, non risolvendo la contraddizione ma eliminando la capacità di percepirla.
Democrazia Low Cost di Mario Burri Marco Ferretti vive in dissonanza permanente: sa che il PCA è un sistema di controllo, ma partecipa. Sa che segnalare altri utenti è delazione, ma lo fa. La gamification riduce la dissonanza: i punti, i badge, i livelli forniscono “elementi consonanti” che giustificano la partecipazione.
L’estetica del silenzio Syme è il caso limite: nessuna dissonanza apparente. Ama il suo lavoro di distruzione linguistica, crede nel Partito, non vede contraddizione. È libero dalla dissonanza — ed è per questo che è pericoloso e verrà eliminato. Chi non sente la tensione non può essere controllato attraverso di essa.
Letture di approfondimento
Leon Festinger, Teoria della dissonanza cognitiva (1957)
Carol Tavris e Elliot Aronson, Mistakes Were Made (but Not by Me) Third Edition: Why We Justify Foolish Beliefs, Bad Decisions, and Hurtful Acts (2007)
Daniel Kahneman, Pensieri lenti e veloci (2011)
«Non è segno di salute mentale essere ben adattati a una società profondamente malata.» — Jiddu Krishnamurti