Home / Confessionale / La foto di Jones, Aaronson e Rutherford: la prova che non prova niente

La foto di Jones, Aaronson e Rutherford: la prova che non prova niente

La foto di Jones, Aaronson e Rutherford: la prova che non prova niente

C’è un momento nel romanzo in cui Winston ha tra le mani una prova inconfutabile. Una fotografia che dimostra che il Partito mente. Una pistola fumante.

E non serve a niente.

I tre traditori

Jones, Aaronson e Rutherford erano veterani della Rivoluzione. Eroi del Partito. Poi sono caduti in disgrazia, arrestati, torturati, costretti a confessare crimini impossibili.

Tra le loro confessioni: essere stati in Eurasia in una certa data, a cospirare con il nemico.

Ma Winston trova una vecchia fotografia — sfuggita alle revisioni — che li mostra a un evento del Partito in Oceania. Nella stessa data. La prova che non potevano essere dove avevano confessato di essere.

La verità tra le dita

Per un momento, Winston tiene tra le mani qualcosa di solido. Non un’impressione, non un sospetto, non un ricordo dubbio. Una prova fisica. Un fatto verificabile.

È quello che cercava da sempre: la conferma che la realtà esiste, che il Partito mente, che lui non è pazzo.

Cosa fa Winston? Distrugge la foto. La getta nel buco della memoria, dove verrà incenerita.

Perché? Perché tenerla sarebbe stato troppo pericoloso. Perché nessuno gli avrebbe creduto. Perché la prova, da sola, non conta niente se non c’è un sistema che la riconosca come tale.

Le prove che non provano

Pensateci. Cosa avrebbe potuto fare Winston con quella foto?

Mostrarla ai colleghi? L’avrebbero denunciato alla Psicopolizia.

Conservarla? L’avrebbero trovata e l’avrebbe usata contro di lui.

Pubblicarla? Non esistono mezzi di comunicazione indipendenti.

La prova è inutile non perché sia falsa, ma perché il sistema che dovrebbe validarla non esiste. Non ci sono tribunali indipendenti, giornalisti liberi, opinione pubblica. C’è solo il Partito.

La verità senza potere

Questa è forse la lezione più cupa di 1984: la verità non basta.

Puoi avere ragione. Puoi avere prove. Puoi sapere esattamente cosa è successo. Ma se non hai il potere di far valere la tua versione, la verità è solo un peso.

Il Partito non ha paura della verità. Ha paura del potere che potrebbe derivare dalla verità. E quel potere, in 1984, non esiste.

Le nostre foto ignorate

Oggi abbiamo più prove che mai. Documenti trapelati, video registrati, whistleblower che parlano. Le bugie dei potenti vengono smascherate continuamente.

Eppure spesso non cambia niente.

Le prove esistono. Sono pubbliche. Chiunque può vederle. Ma il sistema continua. Le persone coinvolte restano al potere. I crimini rimangono impuniti.

Non perché le prove siano insufficienti. Ma perché le prove, da sole, non bastano. Ci vuole un sistema che le riconosca, le validi, le trasformi in conseguenze.

Winston aveva la foto. Ma non aveva il sistema.

E noi?

«Era sufficiente. Era la prova incontrovertibile che si mentiva sulla storia. E così, pensò, doveva essere distrutta.»

Condividi:

Altri articoli