/mà·dre/ (s.f.)
Archeolingua: Donna che ha generato un figlio. Ma molto più di questo: è il primo amore, il primo rifugio, il primo volto del mondo. La madre è l’archetipo della cura incondizionata — quella che non chiede nulla in cambio, che protegge anche a costo della propria vita.
Neolingua: GENITRICE BIOLOGICA PRIMARIA. La funzione materna è temporanea: generare e allattare. L’attaccamento prolungato è disfunzionale — ostacola l’educazione del Partito. I figli appartengono allo Stato, non alla madre. L’amore materno è un istinto animale da superare con la coscienza ideologica.
Perché il Partito lo teme: L’amore di una madre è anteriore a ogni ideologia. Una madre proteggerebbe il figlio anche contro il Grande Fratello — lo nasconderebbe, mentirebbe per lui, morirebbe per lui. Questo amore primitivo, viscerale, assoluto, non può essere controllato. Per questo i bambini vengono educati a denunciare le madri: per spezzare il legame più antico del mondo.
«Ricordo le braccia di mia madre. Non il suo viso — me l’hanno fatto dimenticare. Ma le braccia sì. Come mi stringevano. Nessuno mi ha più stretto così.»