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PANOPTICON

Classe Architettura del controllo

Livello di diffusione Endemico


Definizione

Sistema di sorveglianza in cui i soggetti osservati non possono sapere se e quando sono effettivamente osservati, inducendoli a comportarsi come se lo fossero sempre. Il controllo diventa automatico: non serve più un controllore, basta la possibilità del controllo.

Origine del termine

Il termine deriva dal greco pan (tutto) e optikón (che riguarda la vista). Fu coniato dal filosofo inglese Jeremy Bentham nel 1791 per descrivere un progetto architettonico carcerario: una struttura circolare con una torre centrale da cui una singola guardia poteva osservare tutte le celle senza essere vista. I detenuti, non sapendo quando fossero osservati, avrebbero interiorizzato il controllo.

Il carcere non fu mai costruito secondo le specifiche di Bentham. Ma l’idea sopravvisse — e si diffuse ben oltre le mura di qualsiasi prigione.

Evoluzione del concetto

1975 — Michel Foucault riprende il panopticon in Sorvegliare e punire, trasformandolo da progetto architettonico a metafora della società disciplinare. Il potere moderno non ha bisogno di punire: gli basta osservare. Scuole, fabbriche, ospedali, caserme — tutte istituzioni costruite sullo stesso principio: rendere i corpi visibili, docili, produttivi.

2014 — Byung-Chul Han aggiorna il concetto per l’era digitale in Psicopolitica. Il panopticon classico separava chi osserva da chi è osservato. Il panopticon digitale abolisce questa distinzione:

«Nel panopticon digitale non c’è bisogno di torturatori. I detenuti si osservano a vicenda, si valutano, si puniscono. La prigione funziona da sola.»

Non siamo più sorvegliati da una torre centrale. Ci sorvegliamo a vicenda — e ci sorvegliamo da soli, volontariamente, con entusiasmo.

Sintomi nel presente

Come riconoscere il panopticon nella vita quotidiana:

Autocensura preventiva Modifichi ciò che scrivi, cerchi, guardi o dici non perché sia proibito, ma perché potrebbe essere registrato. Il pensiero “e se qualcuno lo vedesse?” precede l’azione.

Consenso come illusione di scelta Clicchi “Accetto” su termini di servizio che non leggi, attivando tracciamenti che non comprendi, per accedere a servizi che percepisci come necessari.

Visibilità come sicurezza Senti che essere tracciato ti protegge. “Non ho nulla da nascondere” diventa un mantra, senza chiederti chi decide cosa vada nascosto.

Sorveglianza orizzontale Valuti e sei valutato costantemente — recensioni, rating, punteggi di credibilità, follower, like. Il giudizio non viene più dall’alto: viene da tutti.

Gamification della conformità Accumuli punti, badge, livelli per comportamenti “corretti”. Il premio sostituisce la punizione; l’incentivo sostituisce l’obbligo. Il risultato è lo stesso.

Notifiche come sorveglianti Il tuo dispositivo ti “ricorda” cosa dovresti fare, quando, come. Non ti obbliga — ti spinge. La differenza è sottile. L’efficacia è superiore.

Nota clinica

Il panopticon classico aveva un difetto: costava. Servivano mura, torri, guardie, stipendi. Il panopticon digitale ha risolto il problema: siamo noi a pagare i dispositivi che ci sorvegliano. Siamo noi a fornire i dati. Siamo noi a costruire la nostra cella — e a decorarla con cover colorate.

La domanda non è più “chi mi sta osservando?”

La domanda è: “sto ancora facendo qualcosa che non sia per essere osservato?”

Nella collana Stanza101

1984 di George Orwell Il telescopio bidirezionale è il panopticon domestico: trasmette e riceve, non può essere spento, osserva anche mentre dormi. Winston Smith vive sapendo che ogni gesto può essere registrato — e questo basta a controllarlo, anche quando nessuno guarda.

Democrazia Low Cost di Mario Burri La citazione di Byung-Chul Han apre il romanzo come epigrafe. Marco Ferretti abita un panopticon perfezionato: l’app Civic App sa dove si trova, cosa fa, quando lo fa. Ma Marco non si sente sorvegliato — si sente al sicuro. È la vittoria finale del sistema: quando la prigione diventa casa.

L’estetica del silenzio Syme lavora nel cuore del panopticon linguistico: il Ministero della Verità, dove ogni parola è monitorata, ogni pensiero è potenzialmente psicoreato. La sua resistenza — il Dizionario delle Ombre — è un tentativo di creare uno spazio invisibile in un mondo progettato per vedere tutto.

Letture di approfondimento

Jeremy Bentham, Panopticon, ovvero la casa d’ispezione (1791)

Michel Foucault, Sorvegliare e punire (1975)

Byung-Chul Han, Psicopolitica (2014)

Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza (2019)


«La visibilità è una trappola.» — Michel Foucault


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