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PROFILAZIONE ALGORITMICA

Classe Tecnica predittiva

Livello di diffusione Totale


Definizione

Processo automatizzato di raccolta, aggregazione e analisi dei dati comportamentali per costruire un profilo predittivo dell’individuo: chi è, cosa vuole, cosa farà, cosa può essere indotto a fare. Non descrive chi sei — predice chi sarai. E nel farlo, contribuisce a determinarlo.

Origine del termine

La profilazione esiste da prima degli algoritmi: i servizi di intelligence costruivano “profili” dei soggetti sorvegliati, le aziende segmentavano i consumatori in “profili demografici”. Ma la profilazione algoritmica contemporanea è qualitativamente diversa: opera su scala di miliardi, in tempo reale, con granularità individuale.

Il termine si diffonde negli anni 2010 con la consapevolezza crescente di come i dati vengano usati da Google, Facebook, broker di dati, assicurazioni, forze dell’ordine.

Evoluzione del concetto

1990s — Data mining. Le aziende iniziano ad analizzare i dati dei clienti per segmentarli. “Target” famosamente predice la gravidanza di una teenager prima che i genitori lo sappiano, in base ai suoi acquisti.

2010s — Machine learning. Gli algoritmi non cercano più pattern predefiniti — li trovano da soli. Correlazioni invisibili emergono dai dati: il modo in cui scrivi, scorri, esiti rivela cose che non hai detto.

Oggi — Profilo ombra. Anche se non sei sui social, esiste un profilo di te: costruito dai dati dei tuoi amici, dai tuoi acquisti, dalla tua navigazione, dalle telecamere. Non puoi sfuggire alla profilazione — puoi solo non saperlo.

«Il profilo non è una foto di chi sei. È una predizione di chi sarai — e un’istruzione per farti diventare quello che il profilo predice.»

Sintomi nel presente

Come riconoscere la profilazione algoritmica nella vita quotidiana:

Pubblicità inquietantemente accurate Stavi pensando a qualcosa — e ti appare una pubblicità. Non leggono il pensiero — predicono in base al profilo.

Prezzi personalizzati Lo stesso prodotto costa diversamente per utenti diversi. Il tuo profilo include una stima di quanto sei disposto a pagare.

Contenuti “per te” Feed personalizzati, raccomandazioni, “basato sulla tua attività”. Non scegli cosa vedere — il profilo sceglie per te.

Pre-selezione invisibile CV filtrati da algoritmi, richieste di credito valutate automaticamente, candidature mai viste da occhi umani. Il profilo decide prima che tu possa spiegarti.

Inferenze indesiderate Il profilo “sa” cose che non hai mai rivelato: orientamento politico, salute mentale, preferenze sessuali, intenzioni d’acquisto. Dedotte, non dichiarate.

Feedback loop Il profilo predice che ti piacciono certi contenuti → ti mostra quei contenuti → interagisci → confermi il profilo. La predizione diventa auto-avverante.

Nota clinica

La profilazione algoritmica pone un problema filosofico: il profilo ti descrive o ti crea? Se il sistema predice che sei un soggetto a rischio, ti tratta come tale, e tu rispondi come ci si aspetta da un soggetto a rischio — la predizione era corretta o si è auto-realizzata?

Il profilo è anche un’identità imposta: non chi ti senti di essere, ma chi il sistema decide che sei. Questa identità algoritmica ti segue, ti precede, ti definisce — spesso senza che tu sappia cosa contiene.

E non c’è appello. Come contesti un profilo che non puoi vedere, basato su criteri che non conosci, usato in decisioni che non sai siano state prese?

Nella collana Stanza101

Democrazia Low Cost di Mario Burri Il PCA costruisce profili civici: risposte ai quiz, tempi di completamento, pattern comportamentali, relazioni sociali (chi segnali, chi ti segnala). Marco Ferretti non è solo Marco — è un profilo di compliance, una probabilità di conformità, un punteggio predittivo.

1984 di George Orwell La Psicopolizia profilava manualmente: osservazione, delazione, interrogatorio. Il telescopio bidirezionale era il data collection primitivo. Ma la profilazione era interpretata da umani. Gli algoritmi sono più veloci — e meno comprensibili.

Ucronia:Cupertino di Gabriele Gobbo Apple conosce il tuo profilo meglio di te: cosa ascolti, dove vai, quanto dormi, il tuo battito cardiaco, le tue foto, i tuoi messaggi. Il walled garden è anche una gabbia di profilazione — elegante, precisa, totale.

Letture di approfondimento

Frank Pasquale, The Black Box Society (2015)

Cathy O’Neil, Weapons of Math Destruction (2016)

Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza (2019)


«Non sei tu che usi l’algoritmo. È l’algoritmo che usa te — per costruire una versione di te che gli serve.»


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