Classe Resistenza passiva contemporanea
Livello di diffusione Generazionale
Definizione
Pratica di limitare il proprio impegno lavorativo allo stretto necessario contrattuale, rifiutando di andare “above and beyond”, di essere “sempre disponibili”, di investire emotivamente nel lavoro oltre il pattuito. Non è dimissione — è ritiro del surplus. Fai il tuo lavoro, niente di più, niente di meno.
Origine del termine
Il termine esplode su TikTok nel 2022, ma descrive un fenomeno più antico: il work-to-rule sindacale, il coasting, il disengagement. La novità è la rivendicazione: non è più visto come pigrizia o mancanza di ambizione, ma come risposta razionale a un sistema che richiede tutto e offre sempre meno.
Il framing è generazionale: i Millennials e la Gen Z rifiutano la “hustle culture” dei loro predecessori.
Evoluzione del concetto
Patto fordista — Lavoro stabile in cambio di fedeltà e impegno. Il “di più” veniva ricompensato: carriera, pensione, sicurezza.
Neoliberismo — Il patto si rompe: precarietà, licenziamenti facili, salari stagnanti, ma la richiesta di “passione” e “dedizione” rimane.
Burnout generazionale — Generazioni cresciute vedendo genitori licenziati nonostante la dedizione. La promessa “lavora duro e sarai ricompensato” viene smentita.
Quiet quitting — Risposta razionale: se il sistema non mantiene le promesse, perché mantenerle tu? Fai il contratto, non il mito.
«Non sto smettendo di lavorare. Sto smettendo di lavorare gratis.»
Sintomi nel presente
Come riconoscere il quiet quitting nella vita quotidiana:
☐ Orari rispettati Arrivi quando devi arrivare, vai via quando devi andare via. Le email fuori orario non esistono.
☐ No gratuito Straordinari non pagati, progetti extra non riconosciuti, disponibilità 24/7 — no. Se non è nel contratto, non esiste.
☐ Disengagement emotivo Non ti identifichi con l’azienda, non soffri per i suoi fallimenti, non celebri i suoi successi. È un lavoro, non una famiglia.
☐ Boundaries espliciti “Questo non è nelle mie mansioni”, “non posso prendere questa chiamata nel weekend”, “preferisco non partecipare all’happy hour obbligatorio”.
☐ Carriera vs. vita La promozione non vale il sacrificio. La vita fuori dal lavoro conta di più.
☐ Rifiuto della hustle culture “Rise and grind”, “sleep when you’re dead”, “work hard play hard” — retorica tossica da rifiutare.
Nota clinica
Il quiet quitting è stato criticato come “fare il minimo” — ma il “minimo” contrattuale è esattamente ciò che è stato pattuito. Il problema è che il sistema si è costruito sul surplus gratuito: la “passione” come scusa per non pagare, la “famiglia aziendale” come manipolazione emotiva, la “disponibilità” come prerequisito.
C’è un’asimmetria: quando l’azienda licenzia, nessuno la accusa di “quiet firing”. Quando riduce i benefit, non si parla di tradimento della “famiglia”. Il quiet quitting riequilibra: se il rapporto è transazionale, sia transazionale per entrambi.
Ma c’è anche un rischio: il disengagement può diventare alienazione, la protezione può diventare isolamento. Il problema non è che i lavoratori chiedono troppo poco — è che il sistema offre troppo poco. La soluzione non è adattarsi al sistema rotto, ma cambiarlo.
Nella collana Stanza101
Democrazia Low Cost di Mario Burri Il PCA rende impossibile il quiet quitting civico: il sistema richiede partecipazione attiva, entusiastica, continua. Non puoi “fare il minimo” — il minimo viene continuamente ridefinito. I crediti richiedono engagement; il disengagement costa caro.
1984 di George Orwell Il quiet quitting è psicoreato: il Partito richiede non solo obbedienza ma entusiasmo. Winston che si limita a fare il lavoro senza crederci è già sospetto. Il disengagement è tradimento.
L’estetica del silenzio Syme è l’opposto del quiet quitter: over-engaged, entusiasta, identificato totalmente col lavoro. E proprio per questo è pericoloso — l’eccessivo engagement rivela intelligenza, e l’intelligenza è minaccia.
Letture di approfondimento
Anne Helen Petersen, Can’t Even: How Millennials Became the Burnout Generation (2020)
David Graeber, Bullshit Jobs (2018)
Jonathan Malesic, The End of Burnout (2022)
«Il quiet quitting non è smettere di lavorare. È smettere di lavorare per chi non ti paga.»