Classe Ideologia dell’assenza di alternative
Livello di diffusione Atmosferico
Definizione
Condizione culturale in cui il capitalismo è percepito come l’unico sistema economico e sociale possibile — non perché sia il migliore, ma perché ogni alternativa appare impensabile, irrealistica, già fallita. Non è propaganda attiva: è l’orizzonte stesso dell’immaginazione. “È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo.”
Origine del termine
Il termine Capitalist Realism fu coniato dal teorico culturale Mark Fisher nel libro omonimo (2009). Fisher analizza come il crollo dell’URSS e l’egemonia neoliberista abbiano chiuso l’orizzonte delle alternative: non si tratta di credere nel capitalismo, ma di non riuscire a immaginare nient’altro.
Il titolo richiama il “realismo socialista” sovietico — ma rovesciato: se quello imponeva un’estetica di stato, questo impone un’impossibilità di stato.
Evoluzione del concetto
1989 — Caduta del Muro. Francis Fukuyama proclama “la fine della storia”: la democrazia liberale e il capitalismo hanno vinto, non ci sono più alternative da sperimentare. L’utopia è finita — nel senso che non c’è più nessun luogo altro.
2008 — Crisi finanziaria. Il capitalismo quasi collassa — e la risposta è salvare il capitalismo con soldi pubblici. L’alternativa non viene nemmeno discussa. Fisher osserva: il realismo capitalista è così forte che anche la crisi del capitalismo viene risolta con più capitalismo.
2020 — Pandemia. Gli stati intervengono in modo “impossibile” (lockdown, helicopter money, sospensione degli affitti). Per qualche mese, sembra che alternative siano pensabili. Poi tutto torna come prima — o peggio.
«È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo.» — attribuito a Fredric Jameson e Slavoj Žižek, ripreso da Mark Fisher
Sintomi nel presente
Come riconoscere il realismo capitalista nella vita quotidiana:
☐ Impossibilità immaginativa Ti viene chiesto di immaginare un’economia diversa — e non riesci. Puoi immaginare l’apocalisse, alieni, viaggi nel tempo — ma non un’alternativa al capitalismo.
☐ Cinismo funzionale Sai che il sistema è ingiusto, insostenibile, crudele — ma “è così che funziona”. La consapevolezza non produce azione, ma rassegnazione.
☐ There Is No Alternative (TINA) Lo slogan di Margaret Thatcher è diventato senso comune. Ogni proposta di cambiamento viene liquidata come “irrealistica”.
☐ Distopia normalizzata Guardi film come Don’t Look Up, Black Mirror, The Handmaid’s Tale — non come avvertimenti, ma come documentari anticipati.
☐ Apocalisse come estetica Il collasso climatico, sociale, economico diventa sfondo narrativo, contenuto di intrattenimento. Non mobilitazione, ma mood.
☐ Soluzione individuale a problemi sistemici Compri bio, fai la raccolta differenziata, mediti — come risposta personale a crisi che richiederebbero trasformazioni collettive.
Nota clinica
Mark Fisher si è tolto la vita nel 2017, dopo aver lottato per anni con la depressione. Non è un dettaglio biografico irrilevante: Fisher stesso collegava la depressione contemporanea al realismo capitalista. Se non esiste alternativa, se il futuro è già scritto, se ogni speranza è “irrealistica” — cosa resta?
Il realismo capitalista non è un’ideologia che ti convince. È un’atmosfera che ti avvolge. Non argomenta: rende inutile l’argomento. Non censura: rende invisibile ciò che non censura.
È per questo che la letteratura distopica conta: non perché mostri il futuro, ma perché mostra che un altro presente è pensabile. Anche se quel presente è un incubo.
Nella collana Stanza101
1984 di George Orwell L’Oceania non ha bisogno di convincere i cittadini che il Socing è buono. Ha bisogno di convincerli che nient’altro è possibile. “Chi controlla il passato controlla il futuro” — e chi controlla l’immaginazione controlla il presente.
Democrazia Low Cost di Mario Burri Marco Ferretti non si chiede mai se il sistema del PCA sia giusto o ingiusto, se esistano alternative, se si possa resistere. Il sistema semplicemente c’è, come il tempo atmosferico. Non lo valuta — ci nuota dentro.
Ucronia:Cupertino di Gabriele Gobbo L’ucronia come genere è un antidoto al realismo capitalista: mostra che la storia avrebbe potuto andare diversamente. Se il passato poteva essere altro, anche il futuro può esserlo.
Letture di approfondimento
Mark Fisher, Realismo capitalista (2009)
Fredric Jameson, Postmodernismo (1991)
Slavoj Žižek, Vivere alla fine dei tempi (2010)
«La fine del mondo è più facile da immaginare della fine del capitalismo.» — Mark Fisher