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SOCIETÀ DEL CONTROLLO

Classe Regime di potere

Livello di diffusione Strutturale


Definizione

Forma di organizzazione sociale che succede alla “società disciplinare” di Foucault: il controllo non avviene più in istituzioni chiuse (scuola, fabbrica, carcere) ma attraverso modulazioni continue, flessibili, permanenti. Non sei rinchiuso per essere disciplinato — sei tracciato mentre ti muovi “liberamente”.

Origine del termine

Il concetto fu proposto dal filosofo Gilles Deleuze nel breve ma densissimo saggio Poscritto sulle società di controllo (1990). Deleuze osservava che le istituzioni disciplinari descritte da Foucault (prigione, fabbrica, scuola, ospedale) erano in crisi — ma non perché il controllo stesse diminuendo. Stava cambiando forma.

Il controllo disciplinare funzionava per stampi: produceva individui conformi a modelli fissi. Il controllo contemporaneo funziona per modulazione: si adatta continuamente, insegue, non finisce mai.

Evoluzione del concetto

Società disciplinare (XVIII-XX sec.) — Descritta da Foucault: istituzioni chiuse che modellano corpi docili. Passi dalla famiglia alla scuola al lavoro al pensionamento. Ogni istituzione ha mura, orari, regole. Il potere è architettonico.

Società del controllo (XXI sec.) — Descritta da Deleuze: il controllo si fa continuo, flessibile, personalizzato. Non ci sono più mura — ci sono password, codici, credenziali. Non ci sono più orari — c’è reperibilità permanente. Il potere è numerico.

Oggi — Modulazione algoritmica. Il prezzo cambia in base a chi sei. L’assicurazione si adatta ai tuoi comportamenti. Il feed mostra contenuti calibrati su di te. Il controllo è real-time, individualizzato, infinitamente variabile.

«L’uomo della disciplina era un produttore discontinuo di energia, l’uomo del controllo è piuttosto ondulatorio, messo in orbita, su un fascio continuo.» — Gilles Deleuze

Sintomi nel presente

Come riconoscere la società del controllo nella vita quotidiana:

Formazione permanente Non finisci mai di studiare, aggiornarti, certificarti. Il diploma non basta — serve il lifelong learning. La scuola non finisce più.

Lavoro senza fine Smart working, reperibilità, email notturne. Non c’è più un “fuori” dal lavoro. La fabbrica è ovunque — cioè in nessun luogo.

Credenziali invece di identità Non sei chi dici di essere — sei chi il sistema riconosce. Password, badge, codici fiscali, profili. L’identità è divisa in dati.

Debito come guinzaglio Non sei rinchiuso — sei indebitato. Mutuo, prestito, rate. Puoi andare ovunque, ma devi tornare a pagare.

Libertà condizionata permanente Sei “libero” — ma tracciato, profilato, monitorato. Puoi fare quello che vuoi — e ogni tua scelta viene registrata.

Controllo che ti segue Non vai più al carcere, all’ospedale, alla scuola. Sono loro che vengono da te: braccialetto elettronico, telemedicina, e-learning. L’istituzione ti raggiunge ovunque.

Nota clinica

Deleuze scriveva nel 1990, prima di internet di massa, smartphone, social media. Ma la sua descrizione è profetica: il controllo contemporaneo non funziona per confinamento ma per tracking, non per imposizione ma per modulazione.

La differenza con Foucault è cruciale: nella società disciplinare, potevi almeno identificare l’istituzione che ti controllava, e immaginare un “fuori”. Nella società del controllo, non c’è fuori — il controllo è ambientale. Sei sempre “libero” e sempre controllato. Le due cose non si contraddicono più.

È per questo che la resistenza è più difficile: contro cosa ti ribelli? Non c’è un muro da abbattere, un guardiano da sfuggire, un orario da violare. C’è solo il flusso continuo di dati, password, crediti, debiti — la modulazione infinita che ti accompagna ovunque.

Nella collana Stanza101

1984 di George Orwell L’Oceania è ancora una società disciplinare: istituzioni chiuse (Ministeri), sorveglianza fissa (telescopio), identità stabili (membro del Partito Interno/Esterno/prolet). Il potere ha un centro, un volto, un nome. È possibile odiarlo.

Democrazia Low Cost di Mario Burri Il PCA è società del controllo pura: niente mura, niente guardie, niente orari. Solo crediti che salgono e scendono, livelli che modulano l’accesso, notifiche che seguono ovunque. Marco Ferretti è “libero” — libero di essere controllato sempre.

Ucronia:Cupertino di Gabriele Gobbo L’ecosistema Apple come società del controllo elegante: non ti costringe, ti modula. Il tuo accesso ai servizi dipende dal tuo status nell’ecosistema. Non sei rinchiuso nel walled garden — sei ondulato attraverso di esso.

Letture di approfondimento

Gilles Deleuze, Poscritto sulle società di controllo (1990)

Michel Foucault, Sorvegliare e punire (1975)

Byung-Chul Han, Psicopolitica (2014)


«Non c’è bisogno di fantascienza per concepire un meccanismo di controllo che dia a ogni istante la posizione di un elemento in ambiente aperto.» — Gilles Deleuze


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I Sintomi

QUIET QUITTING

Pratica di limitare il proprio impegno lavorativo allo stretto necessario contrattuale, rifiutando di andare “above and beyond”, di essere “sempre disponibili”, di investire emotivamente nel lavoro oltre il pattuito. Non è dimissione — è ritiro del surplus. Fai il tuo lavoro, niente di più, niente di meno.

SINDROME DELL’IMPOSTORE

Pattern psicologico in cui una persona dubita delle proprie competenze, successi e realizzazioni nonostante evidenze oggettive del contrario, attribuendo i risultati positivi alla fortuna, al caso, all’inganno, o al fatto di essere riuscita a “ingannare” gli altri. Non è modestia — è la convinzione genuina di essere un impostore che verrà “scoperto”.

BURNOUT

Stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale causato da stress lavorativo prolungato e non gestito. Non è semplice stanchezza (che il riposo risolve) né depressione (che ha altre cause): è il punto in cui le risorse interne si esauriscono di fronte a richieste che non diminuiscono. L’OMS l’ha riconosciuto ufficialmente come sindrome occupazionale nel 2019.

COMPLOTTISMO

Tendenza a interpretare eventi significativi come risultato di cospirazioni segrete da parte di gruppi potenti e malintenzionati, anche in assenza di prove — o reinterpretando l’assenza di prove come prova della cospirazione. Il complottismo non è solo credere a cospirazioni specifiche: è un modo di conoscere il mondo, un’epistemologia alternativa.