Home / Sintomi / SOLUZIONISMO TECNOLOGICO

SOLUZIONISMO TECNOLOGICO

Classe Ideologia

Livello di diffusione Egemonico


Definizione

Convinzione che ogni problema sociale, politico, umano possa essere risolto attraverso la tecnologia — e più specificamente, attraverso le tecnologie digitali sviluppate dalla Silicon Valley. Non servono cambiamenti politici, redistribuzione di potere, trasformazioni sociali: serve un’app. Il soluzionismo riduce i problemi complessi a problemi tecnici — e così facendo li deforma.

Origine del termine

Il termine solutionism fu reso popolare dal critico bielorusso Evgeny Morozov in To Save Everything, Click Here (2013). Morozov analizza come la Silicon Valley proponga “soluzioni” tecnologiche a problemi che sono stati artificialmente definiti come “problemi” per rendere possibile una soluzione tecnologica.

Il soluzionismo non è semplicemente ottimismo tecnologico — è una epistemologia che riformula la realtà per renderla risolvibile dal software.

Evoluzione del concetto

Illuminismo tecnologico — La credenza nel progresso attraverso la scienza e la tecnica ha radici antiche. Ma il soluzionismo contemporaneo è specifico: centra la disruption digitale, il move fast and break things, la startup come modello per tutto.

2010s — Picco soluzionista. Uber risolve il trasporto. Airbnb risolve l’ospitalità. Tinder risolve gli incontri. “X ma con un’app” diventa formula universale.

2020s — Limiti visibili. I social media non hanno creato la democrazia ma la polarizzazione. L’AI non ha eliminato i bias ma li ha automatizzati. Le crypto non hanno liberato la finanza ma creato nuove speculazioni. Il soluzionismo viene sfidato — ma non abbandonato.

«Per chi ha un martello, ogni problema sembra un chiodo. Per chi ha una startup, ogni problema sembra un mercato.» — variazione su Abraham Maslow

Sintomi nel presente

Come riconoscere il soluzionismo tecnologico nella vita quotidiana:

“C’è un’app per questo” Qualsiasi problema viene riformulato come problema di informazione/connessione che un’app può risolvere.

“Disruption” come valore Distruggere istituzioni esistenti (taxi, hotel, giornali, scuole) è presentato come automaticamente positivo — senza chiedersi cosa le sostituisce.

Metriche come significato Se non è misurabile, non è reale. I problemi vengono ridefiniti in base a ciò che la tecnologia può misurare e ottimizzare.

Depoliticizzazione I problemi politici (disuguaglianza, discriminazione, potere) vengono riformulati come problemi tecnici risolvibili con l’algoritmo giusto.

Founder worship Elon, Zuckerberg, i founder di startup come visionari che “cambieranno il mondo”. L’imprenditore tecnologico come eroe contemporaneo.

“Move fast and break things” Le conseguenze negative sono “danni collaterali” da risolvere nella prossima iterazione. L’importante è lanciare.

Nota clinica

Morozov nota che il soluzionismo ha due effetti: 1) ridefinisce i problemi in modi che li rendono risolvibili tecnologicamente (spesso perdendo ciò che era importante); 2) impedisce soluzioni non-tecnologiche che potrebbero essere più appropriate.

Un esempio: la “solitudine” viene ridefinita come “mancanza di connessioni” → app di dating → le persone sono più connesse ma non meno sole. Il problema originale (relazioni profonde, comunità, significato) non era un problema di connessione.

Il soluzionismo è anche un modo per evitare la politica: se il problema è tecnico, non serve discussione democratica, conflitto di interessi, redistribuzione di potere. Serve solo la soluzione giusta — e chi ha la soluzione ha il potere.

Nella collana Stanza101

Democrazia Low Cost di Mario Burri Il PCA è soluzionismo applicato alla cittadinanza: il “problema” dell’evasione viene ridefinito come problema di incentivi/gamification, la “soluzione” è un’app con quiz e crediti. Il problema politico (perché le persone non rispettano certe leggi?) viene eluso.

Ucronia:Cupertino di Gabriele Gobbo Apple come ideologia soluzionista: il design elegante che “risolve” i problemi della vita quotidiana. Ma quali problemi? Definiti da chi? L’ucronia permette di chiedersi: e se la tecnologia non fosse la risposta?

1984 di George Orwell Il Partito non è soluzionista — non promette di risolvere problemi, promette di controllare. La tecnologia (telescopio, Neolingua) è strumento di potere, non di soluzione. È più onesto, in un certo senso.

Letture di approfondimento

Evgeny Morozov, Silicon Valley: i signori del silicio (2016)

Evgeny Morozov, To Save Everything, Click Here (2013)

Meredith Broussard, Artificial Unintelligence (2018)


«Il problema non è che la tecnologia non funzioni. Il problema è che funziona — per gli scopi di chi la sviluppa.» — Evgeny Morozov


Condividi:

I Sintomi

QUIET QUITTING

Pratica di limitare il proprio impegno lavorativo allo stretto necessario contrattuale, rifiutando di andare “above and beyond”, di essere “sempre disponibili”, di investire emotivamente nel lavoro oltre il pattuito. Non è dimissione — è ritiro del surplus. Fai il tuo lavoro, niente di più, niente di meno.

SINDROME DELL’IMPOSTORE

Pattern psicologico in cui una persona dubita delle proprie competenze, successi e realizzazioni nonostante evidenze oggettive del contrario, attribuendo i risultati positivi alla fortuna, al caso, all’inganno, o al fatto di essere riuscita a “ingannare” gli altri. Non è modestia — è la convinzione genuina di essere un impostore che verrà “scoperto”.

BURNOUT

Stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale causato da stress lavorativo prolungato e non gestito. Non è semplice stanchezza (che il riposo risolve) né depressione (che ha altre cause): è il punto in cui le risorse interne si esauriscono di fronte a richieste che non diminuiscono. L’OMS l’ha riconosciuto ufficialmente come sindrome occupazionale nel 2019.

COMPLOTTISMO

Tendenza a interpretare eventi significativi come risultato di cospirazioni segrete da parte di gruppi potenti e malintenzionati, anche in assenza di prove — o reinterpretando l’assenza di prove come prova della cospirazione. Il complottismo non è solo credere a cospirazioni specifiche: è un modo di conoscere il mondo, un’epistemologia alternativa.