C’è una parola che appare verso la fine di Democrazia Low Cost, una parola che Marco Ferretti usa per descrivere sé stesso. Non “controllato”. Non “sorvegliato”. Non “prigioniero”.
Trasparente.
“Era visibile al sistema ora. Tracciato, monitorato, valutato. E quella visibilità lo faceva sentire — al sicuro.”
Leggete di nuovo. Lentamente.
Era visibile al sistema. E quella visibilità lo faceva sentire al sicuro.
Questa è la frase più disturbante del racconto. Più disturbante delle segnalazioni, dei crediti civici, degli algoritmi notturni. Perché non descrive qualcosa che viene fatto a Marco. Descrive qualcosa che Marco ha accettato. Interiorizzato. Trasformato in conforto.
Il panopticon digitale
Nel 1975, Michel Foucault pubblicò Sorvegliare e punire, un saggio sul sistema carcerario che conteneva un’intuizione fondamentale: il potere più efficiente non è quello che punisce, ma quello che osserva.
Il panopticon — la prigione ideale progettata da Jeremy Bentham — era una struttura circolare dove i detenuti potevano essere osservati in qualsiasi momento, senza sapere quando lo fossero davvero. L’effetto era straordinario: i prigionieri iniziavano a comportarsi come se fossero sempre osservati. Il controllo esterno diventava autocontrollo.
Ma Foucault, nel 1975, non poteva immaginare quello che sarebbe venuto dopo.
Byung-Chul Han, filosofo coreano-tedesco, lo descrive così in Psicopolitica: “Nel panopticon digitale non c’è bisogno di torturatori. I detenuti si osservano a vicenda, si valutano, si puniscono. La prigione funziona da sola.”
È l’epigrafe di Democrazia Low Cost. E non è un caso.
La libertà come esposizione
In 1984, la libertà era associata all’invisibilità. Winston e Julia si rifugiano nella stanza sopra il negozio di Charrington proprio per questo: per avere un luogo dove non essere visti. La privacy era resistenza. Il segreto era ribellione.
Nel mondo di Democrazia Low Cost, la logica si è rovesciata. La visibilità è sicurezza. La trasparenza è protezione. Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere—e il sistema ti aiuta a non avere nulla da nascondere, monitorando ogni tua azione, correggendo ogni tua deviazione, premiando ogni tua conformità.
Marco non si nasconde. Non vuole nascondersi. Ha capito—o crede di aver capito—che nascondersi è faticoso, rischioso, inutile. Meglio essere trasparenti. Meglio essere visibili. Meglio essere buoni.
La scomparsa della paura
In Ucronia:Cupertino, Gabriele Gobbo immagina una Apple che ha preso strade diverse, ha creato prodotti mai esistiti. Ma il meccanismo è sempre quello: l’ecosistema chiuso, l’esperienza utente perfetta, la seduzione del design che rende impensabile l’alternativa.
Apple non ti obbliga a usare i suoi prodotti. Ti convince che sono i migliori. Ti abitua a un’esperienza così fluida che uscirne diventa uno sforzo — e perché dovresti sforzarti? Funziona tutto così bene.
Il Programma Cittadinanza Attiva funziona allo stesso modo. Non obbliga. Seduce. Non punisce. Premia. Non nasconde la sorveglianza — la rende desiderabile.
Marco non ha più paura del sistema. Ha paura di perdere l’accesso al sistema. Ha paura che i suoi crediti scendano, che il suo livello cali, che il suo rating diminuisca. Ha paura di diventare invisibile.
E questa è la vittoria definitiva.
L’ultima frase
Democrazia Low Cost si chiude con una scena che è insieme ovvia e devastante. Marco è a letto, nel buio del monolocale. Il telefono pulsa sul comodino — la luce blu delle notifiche che arrivano anche di notte.
Non guarda le notifiche. Non ne ha bisogno. Sa già cosa dicono.
“E in un modo che non riusciva più a mettere in discussione, questo lo faceva sentire al sicuro.”
È l’equivalente dell'”Amava il Grande Fratello” di Orwell. Ma è peggio. Perché Winston è stato torturato, spezzato, ricostruito con la forza.
Marco si è spezzato da solo. Si è ricostruito da solo. Volontariamente. Con entusiasmo.
E il sistema non ha dovuto fare nulla — tranne aspettare.
«Era trasparente. Adattato. Funzionale.» — Mario Burri, Democrazia Low Cost
Winston Smith amava il Grande Fratello perché era stato costretto. Marco Ferretti ama il sistema perché ha scelto di farlo.
La seconda opzione è molto più efficiente.



