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Il diario di Winston: scrivere contro l’oblio

Il diario di Winston: scrivere contro l'oblio

Il primo atto di ribellione di Winston Smith non è un sabotaggio, non è un omicidio, non è una cospirazione. È comprare un quaderno con una copertina marmorizzata e scriverci dentro. È un gesto così piccolo, così innocuo, che quasi non sembra una ribellione. Eppure, nel mondo di 1984, è un crimine capitale. Perché scrivere […]

I Due Minuti d’Odio: anatomia di un rituale

I Due Minuti d'Odio: anatomia di un rituale

Ogni giorno, alle undici, i dipendenti del Ministero della Verità si riuniscono davanti al teleschermo per i Due Minuti d’Odio. Sullo schermo appare il volto di Emmanuel Goldstein, il Nemico del Popolo. E per centoventi secondi, tutti urlano. È una delle scene più memorabili di 1984. Anche chi non ha letto il romanzo conosce i […]

Winston Smith: l’eroe che non voleva esserlo

Winston Smith: l'eroe che non voleva esserlo

Winston Smith ha trentanove anni, un’ulcera varicosa alla caviglia destra e un lavoro al Ministero della Verità dove riscrive la storia per conto del Partito. Non è un eroe. Non è nemmeno particolarmente coraggioso. È un uomo stanco, malato, alcolizzato di Gin della Vittoria, che vive in un appartamento che puzza di cavolo bollito. Eppure […]

Il Teleschermo: quando la TV ti guarda

Il Teleschermo: quando la TV ti guarda

C’è un dettaglio nel primo capitolo di 1984 che mi ha sempre colpito più di ogni altra cosa. Winston torna a casa, entra nel suo appartamento, e il teleschermo sta parlando. Sta elencando cifre sulla produzione della ghisa. Può abbassare il volume. Ma non può spegnerlo. Lo schermo che non si spegne Il teleschermo è […]

I Prolet: l’85% che non conta

I Prolet: l'85% che non conta

L’ottantacinque per cento della popolazione di Oceania sono prolet. Proletari. La massa. Non sono membri del Partito, non sono sorvegliati dai teleschermi nelle loro case, non partecipano ai Due Minuti d’Odio. Il Partito li considera subumani. “I prolet e gli animali sono liberi”, recita uno slogan. E in un certo senso è vero: sono liberi […]

Il Grande Fratello: il volto che non esiste

Il Grande Fratello: il volto che non esiste

Il Grande Fratello ha folti baffi neri e lineamenti rudi, ma gradevoli. Il suo volto appare ovunque: sui manifesti, sui teleschermi, sulle monete, sui francobolli. I suoi occhi ti seguono ovunque tu vada. Ma il Grande Fratello esiste davvero? Il romanzo non risponde. E questo silenzio è la cosa più inquietante di tutte. Il leader […]

La canzone del Castagno in Fiore: nostalgia di ciò che non è mai esistito

La canzone del Castagno in Fiore: nostalgia di ciò che non è mai esistito

All’inizio del romanzo, Winston sente una canzone al teleschermo. “Sotto il grande castagno / io t’ho venduto e tu m’hai venduto…” Alla fine del romanzo, Winston siede al Caffè del Castagno in Fiore. La canzone suona in sottofondo. E Winston piange, perché finalmente ama il Grande Fratello. La circolarità è perfetta. E devastante. La canzone […]

Syme: il genio che sapeva troppo

Syme: il genio che sapeva troppo

Syme è uno dei personaggi più interessanti di 1984, e anche uno dei più brevi. Appare, brilla, e scompare. “Vaporizzato”, come si dice nel linguaggio del Partito. Come se non fosse mai esistito. Ma prima di sparire, Syme ci regala una delle scene più illuminanti del romanzo: una conversazione sulla Neolingua alla mensa del Ministero. […]

Mr. Charrington: il traditore gentile

Mr. Charrington: il traditore gentile

Di tutti i personaggi di 1984, Mr. Charrington è quello che mi fa più rabbia. Non O’Brien, che è chiaramente un mostro. Non il Grande Fratello, che forse non esiste nemmeno. Ma questo vecchio gentile che vende cianfrusaglie in un quartiere prolet. Perché Mr. Charrington ci inganna. Inganna Winston, e inganna noi lettori. E lo […]

Il fermaglio di corallo: la bellezza inutile

Il fermaglio di corallo: la bellezza inutile

Nel negozio di Mr. Charrington, Winston trova un oggetto che lo ossessiona: un fermaglio di vetro con dentro un pezzo di corallo rosa. È un oggetto inutile. Non serve a niente. È solo bello. E proprio per questo è sovversivo. L’economia della scarsità Nel mondo di 1984, tutto è funzionale. Le Residenze della Vittoria sono […]