Indicare un cervo e chiamarlo cavallo

C’è un proverbio cinese che ha più di duemila anni e che non ha mai smesso di essere attuale. Anzi: più passa il tempo, più sembra scritto per oggi. Zhǐ lù wéi mǎ (指鹿為馬). Indicare un cervo e chiamarlo cavallo. Non è una metafora della bugia. È qualcosa di molto più preciso, e molto più […]
Psicopatici al potere: quando la menzogna diventa rituale

C’è una frase che Orwell fa dire a O’Brien nel momento in cui la maschera cade definitivamente, nel cuore nero di 1984: il potere non è un mezzo, il potere è il fine. Non si governa per qualcosa. Si governa per governare. Ci ho pensato a lungo. E continuo a pensarci ogni volta che mi […]
La sopravvivenza non basta: Emily St. John Mandel e l’arte dopo la fine del mondo

Nel 2014, una scrittrice canadese immaginò una pandemia che stermina il 99% dell’umanità. Vent’anni dopo, una compagnia teatrale itinerante porta Shakespeare tra i sopravvissuti. Station Eleven non chiede come sopravvivere — chiede perché sopravvivere. La risposta è negli spettacoli, nella musica, nelle storie che ci raccontiamo. Perché la sopravvivenza non basta, se non c’è nulla […]
La droga che ruba i segreti: Karin Boye e la fine dell’ultimo rifugio

Nel 1940, una poetessa svedese immaginò una droga che costringe a dire la verità — ogni verità, anche quelle che non sapevi di nascondere. Lo Stato la usa per eliminare l’ultimo spazio privato: il pensiero. Kallocain è la distopia più intima mai scritta, l’incubo di un’anima messa a nudo. Un anno dopo averlo pubblicato, Karin […]
Il potere cambia mano: Naomi Alderman e la distopia che rovescia tutto

Nel 2016, Naomi Alderman immaginò un mondo in cui le donne sviluppano la capacità di generare scariche elettriche letali. Il patriarcato crolla. Le donne prendono il potere. E poi — ecco la domanda che brucia — fanno esattamente quello che facevano gli uomini. The Power non è un romanzo femminista trionfante. È un romanzo sul […]
L’Inghilterra che non fu: Keith Roberts e il medioevo che dura per sempre

Nel 1588, l’Armada spagnola vinse. Elisabetta I fu assassinata. L’Inghilterra tornò cattolica. La Riforma fallì. E nel 1968 — anno in cui Keith Roberts pubblicò Pavane — l’Europa è ancora medievale: niente motori, niente elettricità, niente stampa libera. La Chiesa governa tutto. Il progresso è eresia. L’ucronia dimenticata Keith Roberts (1935-2000) è uno degli scrittori […]
Il compleanno del Führer: Robert Harris e il segreto che non doveva emergere

Nel 1992, un giornalista britannico immaginò un’Europa in cui la Germania nazista ha vinto la guerra. È il 1964, Hitler sta per compiere settantacinque anni, e un detective di Berlino inizia a indagare su un omicidio che lo porterà a scoprire il segreto più grande del Reich: l’Olocausto — che in questo mondo nessuno conosce. […]
L’America che quasi fu: Philip Roth e il fascismo come ricordo d’infanzia

Nel 2004, Philip Roth immaginò un’America in cui Charles Lindbergh — aviatore, eroe nazionale, antisemita — vince le elezioni del 1940. Non è un romanzo sul fascismo: è un romanzo su cosa significa essere bambino ebreo mentre il tuo paese ti tradisce. La paura non è astratta — è tuo padre che perde il lavoro, […]
La svastica sul Pacifico: Philip K. Dick e il mondo che avrebbe potuto essere

Nel 1962, Philip K. Dick immaginò un’America divisa tra nazisti e giapponesi. Ma non si fermò lì: dentro quel mondo, qualcuno scrive un romanzo in cui gli Alleati hanno vinto. Cos’è reale — la nostra storia o la loro? The Man in the High Castle è l’ucronia che mette in dubbio l’ucronia stessa. La domanda […]
Realismo speculativo: perché Democrazia Low Cost non è fantascienza

Quando presento i libri della collana Stanza101™ alle fiere, ai festival, alle presentazioni, c’è una domanda che ritorna sempre. Una domanda che sembra innocua ma contiene tutto ciò che c’è da dire sulla letteratura distopica. “Ma lei pensa che succederà davvero?” La risposta è sempre al stessa: succede già. La legge e l’immaginazione Nella nota […]