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La madre di Syme: memoria, poesia e trasmissione

La madre di Syme-memoria, poesia e trasmissione

Nel racconto, la madre di Syme compare solo nei ricordi. È stata “vaporizzata quando aveva undici anni.” Ma la sua ombra attraversa tutto il testo. È lei che ha insegnato a Syme ad amare le parole. Le poesie nella penombra “Sua madre gli leggeva poesie proibite nella penombra della loro stanza comune.” È una scena […]

Il nemico dentro di noi: J.G. Ballard e la distopia del paesaggio interiore

Il nemico dentro di noi: J.G. Ballard e la distopia del paesaggio interiore

Le distopie classiche mostrano nemici esterni: lo Stato, il Partito, il Sistema. J.G. Ballard guardò altrove. Guardò dentro. E scoprì che il mostro che più dobbiamo temere siamo noi stessi — liberati dai vincoli della civiltà. Lo scrittore che venne dal futuro James Graham Ballard (1930-2009) non era come gli altri scrittori di fantascienza. Mentre […]

Il ding che ti rende complice: quando la gamification diventa la nuova Neolingua

Il ding che ti rende complice: quando la gamification diventa la nuova Neolingua

Ho una confessione da fare. La prima volta che ho sentito il suono di una notifica—quel ding breve, cristallino, progettato da qualcuno che conosce esattamente quali frequenze attivano i centri del piacere nel cervello umano—non ho pensato alla dopamina. Non ho pensato al condizionamento comportamentale. Ho pensato: che soddisfazione. Marco Ferretti, il protagonista di Democrazia […]

I bambini che non si ribellarono mai: Kazuo Ishiguro e la distopia gentile

I bambini che non si ribellarono mai: Kazuo Ishiguro e la distopia gentile

Nel 2005, Kazuo Ishiguro scrisse un romanzo su cloni allevati per essere smembrati. Non c’è violenza esplicita. Non c’è tiranno visibile. Non c’è ribellione. Eppure Non lasciarmi è forse la distopia più inquietante mai scritta — perché mostra come gli oppressi possano collaborare alla propria distruzione. Una storia d’amore in un mattatoio Non lasciarmi (Never […]

QUIET QUITTING

Pratica di limitare il proprio impegno lavorativo allo stretto necessario contrattuale, rifiutando di andare “above and beyond”, di essere “sempre disponibili”, di investire emotivamente nel lavoro oltre il pattuito. Non è dimissione — è ritiro del surplus. Fai il tuo lavoro, niente di più, niente di meno.

SINDROME DELL’IMPOSTORE

Pattern psicologico in cui una persona dubita delle proprie competenze, successi e realizzazioni nonostante evidenze oggettive del contrario, attribuendo i risultati positivi alla fortuna, al caso, all’inganno, o al fatto di essere riuscita a “ingannare” gli altri. Non è modestia — è la convinzione genuina di essere un impostore che verrà “scoperto”.

BURNOUT

Stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale causato da stress lavorativo prolungato e non gestito. Non è semplice stanchezza (che il riposo risolve) né depressione (che ha altre cause): è il punto in cui le risorse interne si esauriscono di fronte a richieste che non diminuiscono. L’OMS l’ha riconosciuto ufficialmente come sindrome occupazionale nel 2019.

COMPLOTTISMO

Tendenza a interpretare eventi significativi come risultato di cospirazioni segrete da parte di gruppi potenti e malintenzionati, anche in assenza di prove — o reinterpretando l’assenza di prove come prova della cospirazione. Il complottismo non è solo credere a cospirazioni specifiche: è un modo di conoscere il mondo, un’epistemologia alternativa.

LAVORO EMOTIVO

Sforzo richiesto per gestire le proprie emozioni e quelle altrui in conformità con aspettative sociali o professionali. Non è solo “essere gentili” — è la performance emotiva richiesta, il lavoro invisibile di apparire, sentire, trasmettere le emozioni “giuste”. È lavoro — ma non viene riconosciuto, retribuito, visto come tale.

CAPITALISMO DELLA PIATTAFORMA

Modello economico in cui le imprese creano valore non producendo beni o servizi direttamente, ma orchestrando interazioni tra gruppi diversi (utenti, produttori, inserzionisti) su una piattaforma che controllano. La piattaforma non è il mercato — è l’infrastruttura del mercato, e chi controlla l’infrastruttura estrae valore da ogni transazione.