/ra·gió·ne/ (s.f.)
Archeolingua: Facoltà di pensare in modo logico, di distinguere il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto. La ragione è stata celebrata come luce che dissipa le tenebre dell’ignoranza.
Neolingua: CALCOLO ORTODOSSO. La ragione è utile se produce risultati allineati. Ma la ragione che porta a conclusioni diverse da quelle del Partito è ragione difettosa. Due più due fa cinque, se il Partito lo richiede — e la ragione deve adeguarsi.
Perché il Partito lo teme: La ragione non si comanda. Puoi costringere qualcuno a dire che due più due fa cinque, ma non puoi costringerlo a crederlo — non davvero. La ragione è l’ultima cittadella interiore, quella che resiste anche quando tutto il resto cede.
«Mi hanno spiegato che devo credere a ciò che vedo. Poi mi hanno mostrato cose che la mia ragione rifiuta. Ora non so più di chi fidarmi — se dei miei occhi o della mia mente.»