CERTEZZA

/cer·téz·za/ (s.f.)

Archeolingua: Stato di chi non ha dubbi. La certezza può venire dalla ragione, dalla fede, dall’esperienza. È solida, rassicurante — ma può anche essere prigione.

Neolingua: STATO COGNITIVO OBBLIGATORIO. Il Partito fornisce certezze; il cittadino le riceve. Dubitare delle certezze è psicoreato. Non esistono domande — solo risposte già date.

Perché il Partito lo teme: La certezza autentica — quella che nasce dal pensiero proprio — è pericolosa perché non dipende dal Partito. Chi è certo di qualcosa per conto suo ha un punto fermo che nessuno può spostare. Per questo il Partito preferisce la falsa certezza: quella imposta, revocabile, controllata.

«Ero certo di poche cose. Poi mi hanno tolto anche quelle. Ora non sono certo di nulla — tranne che di non essere certo.»

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Dizionario del Silenzio