/ra·dì·ce/ (s.f.)
Archeolingua: Parte della pianta che sta sottoterra e la nutre. Ma anche: origine, fondamento, legame con la terra e con chi è venuto prima. Le radici tengono in piedi.
Neolingua: ATTACCAMENTO LOCALIZZATO. Le radici sono ostacolo alla mobilità. Il buon cittadino va dove il Partito lo manda, senza rimpianti. Chi parla di “radici” sta resistendo alla riassegnazione.
Perché il Partito lo teme: Chi ha radici appartiene a qualcosa che precede il Partito — una famiglia, un luogo, una storia. Le radici sono memoria incarnata. Sradicare le persone significa renderle dipendenti solo dal sistema, senza altri punti di riferimento.
«Mi hanno trapiantato dieci volte. Ogni volta, un pezzo di me restava nella terra vecchia. Ora non so più da dove vengo.»