/a·mi·cì·zia/ (s.f.)
Archeolingua: Legame affettivo tra persone basato su stima reciproca, fiducia, condivisione. Aristotele la considerava essenziale per la vita buona. Cicerone le dedicò un trattato. È il rapporto che scegliamo, non quello che ereditiamo.
Neolingua: CAMERATISMO FUNZIONALE. I compagni di lavoro e di settore sono alleati nella produzione. Ma l’affetto personale è una deviazione dell’energia emotiva. Ogni amicizia profonda è una potenziale cellula sovversiva.
Perché il Partito lo teme: Due amici si fidano l’uno dell’altro più che del Partito. Si coprono, si proteggono, si dicono la verità. L’amicizia è lealtà orizzontale — e la lealtà orizzontale compete con quella verticale. Per questo i bambini vengono educati a denunciare i genitori: per spezzare ogni legame che non sia con il Grande Fratello.
«L’ultima volta che ho avuto un amico, l’ho denunciato. L’ultima volta che sono stato un amico, sono stato denunciato.»