DIGNITÀ

/di·gni·tà/ (s.f.)

Archeolingua: Qualità di chi merita rispetto in quanto essere umano, indipendentemente da condizione sociale, ricchezza, potere. È il fondamento dei diritti universali. Non si guadagna: si ha, per il solo fatto di esistere.

Neolingua: CONCETTO PRERIVOLUZIONARIO. Non esiste dignità intrinseca. Il valore di un individuo è determinato dalla sua utilità per il Partito. Un traditore non ha dignità. Un eroe della produzione ne ha molta — finché produce.

Perché il Partito lo teme: La dignità è un limite. Chi crede di avere dignità crede di avere diritti. Crede che ci siano cose che nessuno può fargli, nemmeno il Partito. Questo è inaccettabile. Al Ministero dell’Amore, il primo compito è distruggere la dignità.

«Mi hanno tolto tutto. Il nome, il lavoro, la famiglia. Mi resta solo questo: non ho ancora detto ciò che non penso.»

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Dizionario del Silenzio