TENEREZZA

/te·ne·réz·za/ (s.f.)

Archeolingua: Sentimento di affetto delicato, che si esprime in gesti gentili, parole dolci, premure. È l’amore nelle sue forme più miti. È ciò che prova una madre per il figlio, un anziano per il nipote, un amante per l’amato.

Neolingua: DEBOLEZZA AFFETTIVA. La tenerezza ammorbidisce. Rende esitanti, vulnerabili, inefficienti. Un buon cittadino è forte, non tenero. Le carezze sono per i bambini, e solo fino a quando non sono abbastanza grandi per la Lega Giovanile.

Perché il Partito lo teme: La tenerezza crea legami di protezione. Chi prova tenerezza per qualcuno vorrebbe proteggerlo — anche dal Partito. È una lealtà che precede l’ideologia, che viene dal corpo prima che dalla mente. Per questo è così difficile da estirpare.

«L’ultima volta che qualcuno mi ha accarezzato i capelli ero bambino. A volte, di notte, la mia mano cerca quella carezza sul cuscino.»

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Dizionario del Silenzio