VERGOGNA

/ver·gó·gna/ (s.f.)

Archeolingua: Sentimento penoso causato dalla coscienza di aver fatto qualcosa di disonorevole, o dalla paura di essere giudicati negativamente. È una bussola morale: indica che abbiamo tradito i nostri stessi valori.

Neolingua: SCARTO IDEOLOGICO. La vergogna è utile solo quando riguarda crimini contro il Partito. Vergognarsi di aver tradito un amico è sentimentalismo. Vergognarsi di aver dubitato del Grande Fratello è l’inizio della guarigione.

Perché il Partito lo teme: La vergogna presuppone una coscienza autonoma, capace di giudicare le proprie azioni. Ma il giudizio appartiene al Partito. Tu non devi vergognarti: devi essere colpevolizzato. La differenza è che la vergogna viene da dentro; la colpa viene imposta.

«Non mi vergogno di ciò che ho fatto. Mi vergogno di ciò che non ho fatto quando avrei potuto.»

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Dizionario del Silenzio