/rim·piàn·to/ (s.m.)
Archeolingua: Dolore per qualcosa che si è perso, per una scelta non fatta, per una strada non presa. È il sentimento di chi guarda indietro e vede ciò che avrebbe potuto essere. Il rimpianto presuppone alternative.
Neolingua: DISALLINEAMENTO TEMPORALE. Rimpiangere è desiderare un passato diverso. Ma il passato è quello che il Partito dice sia stato — e quello era il migliore possibile. Il rimpianto è quindi un errore logico, oltre che emotivo.
Perché il Partito lo teme: Chi rimpiange crede che le cose sarebbero potute andare diversamente. Crede nelle alternative. Ma le alternative sono pericolose: se ieri poteva essere diverso, anche domani può esserlo. Il rimpianto è la nostalgia con le zanne.
«Rimpiango le scelte che non ho fatto. Ma soprattutto rimpiango quando c’erano ancora scelte da fare.»