/ri·bel·lió·ne/ (s.f.)
Archeolingua: Atto di opporsi a un’autorità ritenuta ingiusta. Le rivoluzioni sono nate da ribellioni. I profeti erano ribelli. Ogni progresso è stato, in origine, una disobbedienza.
Neolingua: PSICOREATO ATTIVO. La ribellione è il pensiero criminale che si fa azione. Ma in un certo senso è meno grave del pensiero puro: almeno è visibile, identificabile, punibile. Il ribelle viene catturato; il pensatore devia nel silenzio.
Perché il Partito lo teme: La ribellione è contagiosa. Un uomo che si alza in piedi può farne alzare altri. Per questo viene schiacciata con violenza spettacolare — non solo per punire, ma per scoraggiare. La ribellione non va sconfitta: va resa impensabile.
«Non mi sono ribellato. Ma ogni giorno che penso con la mia testa, mi sento un po’ insorto.»