/cà·sa/ (s.f.)
Archeolingua: Luogo dove si abita. Ma anche: rifugio, appartenenza, radice. “Casa” non è solo un indirizzo: è il posto dove ci si sente al sicuro, dove si torna, dove si è se stessi.
Neolingua: UNITÀ ABITATIVA ASSEGNATA. La casa non si sceglie: si riceve. Non è proprietà: è concessione. Ogni stanza ha un teleschermo. Non esiste dentro e fuori, pubblico e privato. La casa è un’estensione del Ministero.
Perché il Partito lo teme: La casa è il luogo dell’intimità. È dove le famiglie parlano a bassa voce, dove i segreti si custodiscono, dove l’individuo si toglie la maschera. Per questo le case devono essere trasparenti. Nessun muro deve proteggere dalla vista del Grande Fratello.
«Torno ogni sera in un posto che chiamano casa. Ma non mi sento mai a casa. Forse perché non sono mai solo.»