ALBA

/àl·ba/ (s.f.)

Archeolingua: Il momento in cui la luce torna dopo la notte. È la soglia tra il buio e il giorno, il tempo sospeso in cui tutto sembra possibile. I poeti l’hanno cantata come promessa, rinascita, speranza. Ogni alba è un ricominciare.

Neolingua: INIZIO TURNO PRODUTTIVO. L’alba è l’attivazione del ciclo lavorativo. Le sveglie collettive e i teleschermi eliminano ogni transizione. Il cittadino passa dal sonno al lavoro senza quella zona grigia dove potrebbero formarsi pensieri vaganti.

Perché il Partito lo teme: L’alba è un momento vulnerabile. La mente non è ancora del tutto sveglia, il controllo non è ancora del tutto attivo. In quei minuti sospesi si possono avere idee strane, ricordi inaspettati, domande improvvise. Per questo la sirena suona prima che il sole sorga.

«Mi sveglio qualche minuto prima della sirena. Sto fermo nel buio. Penso. È l’unico momento che mi appartiene.»

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Dizionario del Silenzio