/at·té·sa/ (s.f.)
Archeolingua: Stato d’animo di chi aspetta il verificarsi di qualcosa. L’attesa può essere dolce o terribile, piena di speranza o di paura. È il tempo sospeso tra il presente e ciò che verrà.
Neolingua: PENDENZA. Termine burocratico per pratica non ancora evasa. L’attesa emotiva non esiste: il futuro è già determinato dal Piano, non c’è nulla da attendere con ansia o speranza.
Perché il Partito lo teme: Chi attende immagina il futuro. E chi immagina il futuro potrebbe immaginarlo diverso. L’attesa è uno spazio dove la mente vaga, ipotizza, spera. È una fessura nel presente — e dalle fessure può entrare qualsiasi cosa.
«Aspetto qualcosa che non so nominare. Forse è la fine. Forse è l’inizio. L’attesa è l’unico tempo che non mi hanno ancora riempito.»