/pa·zièn·za/ (s.f.)
Archeolingua: Capacità di sopportare le avversità, di attendere senza perdere la calma, di perseverare nonostante gli ostacoli. La pazienza è la virtù del tempo lungo — di chi sa che alcune cose maturano lentamente.
Neolingua: RITARDO NELL’ADEMPIMENTO. Se sei paziente, non sei abbastanza motivato. L’entusiasmo per il Partito non conosce attese. La pazienza è accettabile solo verso le decisioni del Partito — mai verso i propri desideri.
Perché il Partito lo teme: La pazienza è resistenza silenziosa. Chi è paziente può aspettare che il potere cada, che le cose cambino, che arrivi il momento giusto. La pazienza è la virtù dei cospiratori — quelli che sanno che non tutto si ottiene subito.
«Sono paziente. Aspetto. Non so cosa aspetto, ma aspetto. È l’unica forma di resistenza che mi è rimasta.»