/cól·pa/ (s.f.)
Archeolingua: Responsabilità per un’azione sbagliata. La colpa è il peso morale di chi sa di aver fatto male. Può essere espiata, perdonata, elaborata. È il prezzo della libertà: chi può scegliere può sbagliare.
Neolingua: STATO PERMANENTE. Ogni cittadino è colpevole — se non di azioni, di pensieri; se non di pensieri, di potenziali pensieri. La colpa non va dimostrata: va confessata. E c’è sempre qualcosa da confessare.
Perché il Partito lo teme: Non la colpa in sé — la coltiva. Teme l’innocenza. Chi si sente innocente non ha bisogno del perdono del Partito. La colpa universale rende tutti ricattabili, tutti dipendenti, tutti in debito.
«Mi hanno detto che ero colpevole. Ho chiesto di cosa. Hanno risposto: lo scoprirai confessando.»