/in·no·cèn·za/ (s.f.)
Archeolingua: Condizione di chi non ha colpe, o di chi non conosce ancora il male. I bambini la possiedono per natura. È lo stato precedente alla caduta, il giardino prima del serpente.
Neolingua: IGNORANZA NON ANCORA CORRETTA. L’innocente non è puro: è incompleto. Non ha ancora capito che tutti sono colpevoli. L’innocenza è una fase da superare, non uno stato da preservare.
Perché il Partito lo teme: L’innocenza è uno specchio. Il bambino che chiede “perché?” con occhi puliti mostra il sistema per quello che è. Chi è innocente non ha ancora imparato a non vedere. Per questo va educato il prima possibile.
«Mia figlia mi ha chiesto perché sorrido sempre. Non sapevo come spiegare che sorrido perché devo.»