/vó·ce/ (s.f.)
Archeolingua: Suono prodotto dalla laringe umana. Ma anche: espressione di sé, diritto di parola, presenza nel discorso pubblico. “Avere voce” significa contare, essere ascoltati.
Neolingua: EMISSIONE SONORA MONITORATA. Ogni voce è registrata, analizzata, confrontata. Il tono, le esitazioni, i tremori — tutto parla. La voce ideale è quella che ripete le parole del Partito senza inflessioni personali.
Perché il Partito lo teme: La voce è unica come un’impronta. Anche dicendo le stesse parole, ogni voce è diversa. E nel modo di dire — nell’ironia, nell’esitazione, nel calore — si nasconde il pensiero. Per questo non basta controllare le parole: bisogna controllare come vengono dette.
«Riconosco ancora la voce di mia madre. Non ricordo il suo viso, ma la voce sì. È nascosta da qualche parte, dentro di me.»