/sa·pó·re/ (s.m.)
Archeolingua: Sensazione gustativa. Ma anche: carattere distintivo di qualcosa, la sua qualità particolare. Una vita senza sapore è una vita piatta, indifferente.
Neolingua: APPORTO NUTRIZIONALE. Il cibo serve a nutrire, non a piacere. I sapori forti sono spreco di risorse. Le razioni sono calibrate per l’efficienza, non per il gusto. Il piacere del cibo è una deviazione.
Perché il Partito lo teme: Il sapore è piacere — e il piacere è pericoloso. Chi gusta davvero qualcosa sta avendo un’esperienza propria, personale, incontrollabile. Il cibo insapore produce cittadini insapori. È più facile da gestire, l’insipidezza.
«Ho assaggiato una fragola, una volta. L’aveva nascosta un vecchio. Non sapevo che il mondo potesse avere quel sapore. Non l’ho più dimenticato.»