/són·no/ (s.m.)
Archeolingua: Stato fisiologico di riposo in cui la coscienza è sospesa. Il sonno è necessario, misterioso, inviolabile. Dormiamo per vivere, e nel sonno accadono cose che non controlliamo.
Neolingua: INATTIVITÀ BIOLOGICA TOLLERATA. Il sonno è tempo sottratto alla produzione, ma necessario all’efficienza. Va minimizzato e regolato. Dormire troppo è pigrizia; dormire poco è zelo — ma anche rischio di errore.
Perché il Partito lo teme: Nel sonno la mente è libera. I sogni sfuggono al controllo. Chi dorme può sognare Goldstein, sognare il passato, sognare la libertà. Il sonno è l’ultima frontiera — quella che il Partito non ha ancora conquistato del tutto.
«Dormo poco. Non perché lavoro, ma perché ho paura di sognare. Nei sogni sono ancora libero. E la libertà, al risveglio, fa troppo male.»