CORAGGIO

/co·ràg·gio/ (s.m.)

Archeolingua: Forza d’animo di fronte al pericolo, al dolore, all’avversità. I greci lo chiamavano andreia, virilità — ma le donne l’hanno sempre posseduto quanto gli uomini. È la virtù che rende possibili tutte le altre.

Neolingua: INCOSCIENZA ANTISOCIALE. Chi affronta il pericolo invece di segnalarlo alle autorità è un individualista. Il coraggio vero è la delazione: denunciare il vicino, il collega, il familiare. Questo richiede forza — la forza di vincere gli istinti primitivi.

Perché il Partito lo teme: Il coraggio è contagioso. Un uomo che si alza in piedi può farne alzare altri. Per questo ogni atto di coraggio va punito pubblicamente e terribilmente: non per eliminare il coraggioso, ma per scoraggiare chi guarda.

«Non sono coraggioso. Ho solo più paura di restare in silenzio che di parlare.»

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Dizionario del Silenzio