/de·si·dè·rio/ (s.m.)
Archeolingua: Tensione verso qualcosa che manca. È il motore dell’azione umana. Desideriamo ciò che non abbiamo, ciò che vogliamo essere, ciò che potrebbe renderci felici. Senza desiderio, niente arte, niente amore, niente progresso.
Neolingua: MANCANZA DA COLMARE (se riguarda beni assegnati dal Partito) o DEVIAZIONE APPETITIVA (se riguarda qualsiasi altra cosa). Il desiderio autorizzato è quello di servire meglio. Ogni altro desiderio è un difetto da correggere.
Perché il Partito lo teme: Chi desidera ammette che gli manca qualcosa. E se gli manca qualcosa, il sistema non sta provvedendo a tutto. Il desiderio è una critica implicita. Per questo va incanalato: desidera ciò che ti è concesso, e crederai di essere felice.
«Ho smesso di desiderare. Non perché sono soddisfatto, ma perché ho capito che il desiderio lascia tracce.»