/fa·mì·glia/ (s.f.)
Archeolingua: Nucleo di persone legate da parentela, affetto, convivenza. È il primo mondo che conosciamo, il luogo dove impariamo a parlare, ad amare, a fidarci. Per millenni è stata il rifugio contro le tempeste del mondo esterno.
Neolingua: UNITÀ RIPRODUTTIVA SORVEGLIATA. La famiglia esiste per generare nuovi cittadini e per sorvegliarsi reciprocamente. I figli denunciano i genitori. I coniugi si controllano a vicenda. L’affetto è tollerato; la lealtà familiare è sospetta.
Perché il Partito lo teme: La famiglia è una lealtà che precede lo Stato. Una madre proteggerebbe il figlio anche contro il Partito. Un padre mentirebbe per salvare la figlia. Questi legami di sangue sono più antichi di qualsiasi ideologia — e quindi più pericolosi. Per questo i bambini vengono educati a tradire.
«Mio figlio mi ha denunciato. Ero orgoglioso di lui: era diventato un buon cittadino. Poi ho pianto, ma non so più per chi.»