GRAZIA

/grà·zia/ (s.f.)

Archeolingua: Dono gratuito, favore immeritato. Ma anche: eleganza naturale dei movimenti, bellezza senza sforzo. La grazia non si guadagna — si riceve, o si ha. È il contrario del merito: è ciò che viene dato senza calcolo.

Neolingua: CONCETTO TEOLOGICO RESIDUALE. La grazia implica un donatore superiore al Partito. Non esistono doni gratuiti: tutto è assegnato secondo merito produttivo. L’eleganza è spreco di energia; l’efficienza è l’unica bellezza.

Perché il Partito lo teme: La grazia sfugge alla logica del controllo. Non puoi meritarla, non puoi comprarla, non puoi esigerla. Chi crede nella grazia crede che esista qualcosa di buono che il Partito non distribuisce. È un’eresia economica prima ancora che spirituale.

«Mi hanno insegnato che tutto si guadagna. Ma il sorriso di mia figlia era grazia pura. Non l’avevo meritato. Era un dono.»

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Dizionario del Silenzio