/i·ro·nì·a/ (s.f.)
Archeolingua: Figura retorica che consiste nel dire il contrario di ciò che si pensa, confidando che l’interlocutore comprenda. Richiede intelligenza da entrambe le parti. Socrate la usava per smascherare i falsi sapienti. Swift per denunciare l’ingiustizia.
Neolingua: DOPPIOBUCO SEMANTICO. Dire una cosa intendendone un’altra è tradimento della trasparenza. Chi è ironico nasconde. Chi nasconde cospira.
Perché il Partito lo teme: L’ironia crea complici. Chi ride insieme condivide un segreto — il segreto che le parole ufficiali sono vuote. Per questo il Partito non tollera la satira: non perché offende, ma perché svela. Una risata è più pericolosa di una bomba.
«Quando ridere diventa reato, il potere ha già perso. Lo sa, e per questo vi impedisce di ridere.»