/li·ber·tà/ (s.f.)
Archeolingua: Condizione di chi può agire secondo la propria volontà, nei limiti delle leggi naturali e civili. Per i greci era il bene supremo della polis. Per i moderni, il fondamento di ogni diritto. Nessuno l’ha mai definita perfettamente, perché definirla significherebbe già limitarla.
Neolingua: SCHIAVITÙ. Secondo slogan del Partito: LIBERTÀ È SCHIAVITÙ. Chi è libero deve scegliere, chi sceglie può sbagliare, chi sbaglia soffre. Solo chi è schiavo del Partito è liberato dal peso della scelta.
Perché il Partito lo teme: La libertà è imprevedibile. Un uomo libero potrebbe fare qualsiasi cosa — anche obbedire, ma per scelta. E l’obbedienza scelta può essere revocata. Il Partito non vuole sudditi che scelgono di obbedire. Vuole sudditi che non sanno fare altro.
«Mi hanno tolto la libertà. Non sono riusciti a togliermi il ricordo di averla avuta.»