ONORE

/o·nó·re/ (s.m.)

Archeolingua: Dignità morale che deriva dal rispetto di sé e degli altri. L’onore è la reputazione interiore — ciò che sai di valere, indipendentemente da ciò che gli altri vedono.

Neolingua: CONCETTO FEUDALE OBSOLETO. L’onore personale è un residuo di epoche gerarchiche. Non esiste onore individuale: esiste solo la valutazione del Partito. Sei onorevole se il Partito ti dichiara tale. Altrimenti, no.

Perché il Partito lo teme: L’onore pone limiti. “Questo non lo faccio, sarebbe disonorevole” è una barriera che il Partito non controlla. Chi ha onore può rifiutarsi — di mentire, di tradire, di obbedire a ordini vergognosi. L’onore è una coscienza con le ossa.

«Mi hanno chiesto di denunciare mio fratello. Ho detto che non potevo. Hanno chiesto perché. Non avevo parole per spiegare l’onore.»

Condividi:

Dizionario del Silenzio