/re·spì·ro/ (s.m.)
Archeolingua: Atto di inspirare ed espirare aria. È la funzione vitale più elementare, quella che facciamo senza pensarci. Ma anche: pausa, sollievo, momento di tregua. “Prendere respiro” significa fermarsi per ricominciare.
Neolingua: FUNZIONE OSSIGENO. Il respiro è un processo biologico, nulla più. Le pause non autorizzate sono perdite di produttività. Respirare è permesso; indugiare sul respiro è ozio.
Perché il Partito lo teme: Nel respiro c’è libertà. Nessuno può dirti come respirare, quando inspirare, quanto trattenere. È l’ultimo atto autonomo, quello che il corpo compie anche contro la volontà. Nel ritmo del respiro c’è un “io” che resiste.
«Quando tutto il resto mi è stato tolto, mi restava ancora il respiro. Lo sentivo, lento, mio. Poi hanno cercato di togliermi anche quello.»